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La cassetta della frutta diventa un orto: il kit per coltivare cibo a sostegno delle famiglie deboli

Progetto della rete OrMe e sostenuto da Compagnia di Sanpaolo

 

Se il contadino non può andare a fare l'orto, allora sarà l'orto ad andare dal contadino. O meglio, dall'aspirante contadino. È questo il senso del progetto Telecoltura della Rete OrMe e finanziato da Compagnia di Sanpaolo nell'ambito del bando 'Insieme andrà tutto bene'. 

La Rete OrMe - Orti Metropolitani torinesi - è composta da diverse realtà associative del territorio cittadino (Educadora, Parco del Nobile, RE.TE Ong, Ortialti, Innesto, Casematte, Orti Generali e Istituto Gobetti Marchesini) e si è posta l'obiettivo di distribuire in diverse circoscrizioni della città un kit per coltivare il proprio orto in miniatura sul balcone di casa. Destinatari di questa azione sono soprattutto le famiglie che in questo momento sono in difficoltà. 

"L'agricoltura urbana è trasversale a tantissimi obiettivi perché riesce a favorire processi di inclusione sociale, a migliorare il micro clima urbano a potenziare le rigenerazioni delle periferie", spiega Giuseppe Deplano di Re.Te. ONG. In totale verranno distribuiti una ottantina di kit di due dimensioni differenti: 50 cassette della frutta adattate per diventare un orto in miniatura con dentro argilla espansa, terriccio vegetale e tre piantine - pomodoro, insalata e basilico - e 30 cassoni più grandi che verranno affidati a più nuclei familiari. 

"C'è tantissima richiesta di spazi di agricoltura urbana da parte dei cittadini, ma purtroppo in città, per via del consumo di suolo e dell'inquinamento, questi spazi non sono molti e abbiamo deciso di portare gli orti a casa delle persone", racconta Deplano. La Rete OrMe ha così pensato durante l'emergenza sanitaria covid a come fare per realizzare questo obiettivo. 

I kit domestici vengono realizzati presso l'orto urbano del Boschetto presso la Circoscrizione 6: "La nostra idea è di produrre cibo nella abitazioni anche perché c'è un aspetto terapeutico molto importante nell'avere un piccolo angolo verde in casa. In più vogliamo iniziare a ragionare su una produzione diffusa dove iniziare a produrre cibo", continua Deplano.

"Noi abbiamo pensato di proporre un kit fatto da piante di pomodoro e insalata con la possibilità di aggiungere prezzemolo o basilico", spiega Vanda Camusso dell'associazione Parco del Nobile, "Grazie all'aiuto delle case di quartiere di Barriera e Mirafiori abbiamo individuato delle persone a cui distribuire il kit".  

Non è la prima esperienza di agricoltura diffusa: nell'orto urbano del Boschetto della Circoscrizione 6 già da tempo vengono assegnati spazi coltivabili alle famiglie in difficoltà e, sempre la Re.Te. ONG si è occupata di allestire gli orti urbani sul tetto del supermercato LIDL di via Bologna. 

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