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Le lacrime di Francesca, la ristoratrice disobbediente che ha aperto nonostante i divieti

Multe anche in altri locali del torinese

 

Quelle di Francesca Lazzarin sono lacrime di disperazione. Lei, titolare della trattoria Cerere di via Legnano a Torino, è una delle poche ristoratrici torinesi che hanno aderito alla manifestazione di protesta 'Io apro' e lo aveva annunciato anche giovedì 14 gennaio 2021, con un post sulla sua pagina Facebook. Una quarantina di torinesi, alcuni legati a movimenti di piazza che hanno manifestato in questi mesi contro le misure di restrizione emanate dal governo, hanno prenotato un tavolo, ma alla porta del locale ha, inevitabilmente, bussato anche la polizia che ha accertato l'illecito amministrativo. 

"Ci chiudono per cinque giorni", dice Francesca Lazzarin alla soglia del suo locale dopo essersi messa a disposizione delle autorità. Per lei anche una multa di 300 euro; multa che con tutta probabilità verrà notificata anche ai clienti seduti ai tavoli che sono stati identificati. Francesca non riesce a trattenere le lacrime di disperazione: "Dobbiamo mandare via tutti i clienti. Io non ho più niente da perdere, in banca sono in rosso", racconta la donna parlando con alcuni clienti che non sono riusciti a entrare nel locale. Clienti che insistono per pagarle lo stesso la cena: "Ringrazio tutti, ma preferisco che questi soldi li veniate a spendere quando saremo aperti". 

"Ho aperto la trattoria con tanti sacrifici, ma adesso siamo messi peggio del 2012 quando abbiamo aperto - racconta la donna -. Chiediamo solo di lavorare come è giusto che sia, siamo chiusi da un anno". La ristoratrice non è una negazionista e non nega la pandemia in corso: "Mi hanno insultato da quando ho pubblicato il post di 'Io apro', ma ormai non ho più nulla da perdere. Il virus io non lo nego, c'è esiste, in tutto il mondo ma alla fine della fiera io devo mangiare e vivere. Io pago le tasse, ma come le pago se non lavoro. Stanno facendo un errore dopo l'altro, mettano i controlli", spiega Francesca Lazzarin. 

La sua attività in un anno di pandemia ha incassato circa 10mila euro di ristori: la prima trance di 600 euro, i 2.500 della Regione a fondo perduto a maggio e poi ai primi di novembre poco meno di 5mila euro a fondo perduto e 2.400 sempre a fondo perduto arrivati pochi giorni fa. Controlli anche in altri locali del torinese. A Torino e provincia l'adesione alla manifestazione è stata bassa.

L'azione di controllo della polizia è dovuta anche alla decisione presa nella giornata di ieri dal comitato per l'ordine e la sicurezza dopo la riunione tra prefetto, sindaca del Comune e della Città Metropolitana di Torino, questore, comandanti provinciali dei carabinieri  e della guardia di finanza, e dei rappresentanti delle associazioni di categoria. Nel comunicato di ieri, giovedì 14 gennaio, si leggeva: "In tale sede è stata confermata, con una valutazione condivisa, pur rappresentando le gravi difficoltà del momento, anche dalle associazioni di categoria, la necessità che siano rispettate le regole imposte dal provvedimenti del governo per il contenimento dell’emergenza epidemiologica. Saranno intensificate le attività di controllo da parte della polizia locale e delle forze dell’ordine, con l’irrogazione delle sanzioni previste in caso di violazione".

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