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Guerra, le drammatiche testimonianze di chi in Ucraina ha genitori, zii e nipoti | VIDEO

Manifestazione in piazza Castello a Torino

"Io sono russa e lei è ucraina e insieme piangiamo per la guerra", lo dice una donna russa che questa mattina, sabato 26 febbraio, ha voluto manifestare in piazza Castello contro l'invasione dell'ucraina da parte russa. Abita in Italia da più di 25 anni, mentre l'amica da 22 anni. Entrambe sorridono, ma è un sorriso amaro che serve a mascherare paura e preoccupazione. 

"Noi siamo amiche e piangiamo insieme", mi dice la donna russa una seconda volta. Addosso non ha i colori della sua patria, ma quelli gialli e blu dell'Ucraina che in questi giorni sta cercando di resistere all'attacco di Putin, "Io non parlo con i miei genitori perché sono a Mosca", continua a raccontare, "Le famiglie sono divise perché ognuno ha la propria opinione e la propaganda in Russia è fortissima. Tanta gente ha il cervello lavato. Per andare in strada a manifestare in Russia ci vuole coraggio, un coraggio non da poco". 

Coraggio che in questi giorni stanno dimostrando di avere i cittadini ucraini che sono dentro i propri confini nazionali, ma anche coloro che a distanza devono assistere alla violenza della guerra con impotenza: "Ho i miei genitori in Ucraina, ma fortunatamente ancora non sono in pericolo. I miei cugini e i miei zii invece no, loro sono dove ci sono combattimenti fortissimi. Da due notti dormono in cantina perché i russi stanno bombardando", ce lo dice una donna che tiene stretto in mano un cartello con scritto 'Putin Uccide', "Dobbiamo fare capire alla gente che Putin e il nuovo Hitler, dobbiamo fermarlo. Non dobbiamo fare la guerra, dobbiamo evitare gli spari e trovare una soluzione diplomatica, ma allo stesso tempo dobbiamo proteggere il nostro territorio perché lì abbiamo la nostra vita e la nostra terra".

"Non dormo già da due giorni, non riesco", dice un uomo ucraino che è dietro a uno striscione. È ovviamente arrabbiato e preoccupato perché la convinzione di essere sotto attacco senza alcun motivo è forte, "Siamo molto preoccupati. Vogliamo la pace per la nostra terra, non vogliamo la guerra. Non abbiamo fatto nulla per essere in queste condizioni. Una sola persona ha deciso tutto questo ed è il signor Putin".

'Giù le mani dall'Ucraina' rivendica un'altra donna che vive in Italia da 9 anni: "In Ucraina ho zie e nipoti. Sono molto preoccupata perché le cose vanno peggio di quanti immaginiamo. Io sono in contatto con i miei parenti 24 ore su 24. Noi vogliamo la pace, ma non permettiamo l'invasione a persone che oggi sono entrate a casa mia e che domani possono entrare a casa vostra".

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