Conte e Appendino lanciano la volata a Sganga: "Non lasceremo la città a chi ce l'ha consegnata a pezzi"

L'ex Premier ha poi detto che il PD locale si assumerà la responsabilità del mancato accordo

Valentina Sganga ha le idee ben chiare e non ha bisogno di consigli, neppure da Giuseppe Conte. A dirlo, in una battuta finale e con un mezzo sorriso, è lo stesso ex Presidente del Consiglio prima di salire sul palco di Piazza Solferino dove ha tenuto un comizio che sa tanto di chiusura della campagna elettorale e di commiato all'amministrazione Appendino. 

Chiara Appendino che è salita sul palco per prima e ha parlato alcuni minuti snocciolando tutti quelli che reputa i successi dei suoi cinque anni di mandato, ma senza lanciare un'ultima stoccata al Partito Democratico e al centrosinistra, reo di aver lasciato cinque anni fa una città in codizioni disastrose. "A chi dovremmo lasciare questa città?", ha domandato Appendino in chiusura del suo intervento, "A chi ci ha lasciato una Torino pezzi o a chi fa fatica a riconoscere i diritti dei bambini delle coppie omogenitoriali?". 

Nessun appoggio alla sinistra dunque, neanche in caso di ballottaggio: "Avevamo la possibilità di fare un'alleanza", ha detto Conte, "Con grande disponibilità ci siamo seduti a un tavolo per valutare e avevamo trovato anche un candidato autorevolissimo. Il PD locale ha fatto un'altra scelta e si assuma tutte le responsabilità. Non è che i cittadini sono dei pacchi postali che spostiamo da una parte all’altra in fase di ballottaggio, noi andiamo orgogliosamente da soli".

E a chi gli domanda se destra e sinistra sono uguali, risponde sempre Conte: "Non è questione che destra e sinistra sono uguali. Noi valutiamo proposte politiche e ovviamente confidiamo di andare di nuovo al ballottaggio. Se non dovessimo andare noi gli elettori del Movimento 5 Stelle valuteranno", e poi ancora, "Il problema si porrà per il Pd, andremo noi al ballottaggio e loro decideranno se appoggiarci o meno".

Se però il Movimento 5 Stelle non dovessen arrivare al ballottaggio non sarebbe un disastro: "Questo è il tempo della semina. Abbiamo avviato un nuovo corso del Movimento 5 Stelle e questo è il momento in cui stiamo riossigendo il Movimento 5 Stelle e la politica. Abbiamo bisogno di questo confronto nelle piazze con i cittadini perché serve a farci ripartire più forti di prima". 

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