Covid, il professor Di Perri detta le regole per passare un Natale in sicurezza | VIDEO

Mascherina anche al chiuso e tampone prima di incontrarsi

Le feste natalizie sono alle porte e, giorno dopo giorno, cresce l'ansia di molti perché non sanno come affrontare in sicurezza il pranzo di Natale e il cenone di Capodanno. Preoccupazione che cresce con l'aumento dei casi di variante omicron e con la crescente diffusione del virus. Come fare dunque a passare un Natale in sicurezza?

Lo abbiamo chiesto al professor Giovanni Di Perri, infettivologo dell'ospedale Amedeo di Savoia di Torino, che ci ha spiegato come fare a festeggiare con i propri cari e allo stesso tempo non aver paura di essere un veicolo di contagio: "Questo è un Natale particolare. Certe cose sono andate meglio perché abbiamo riposto fiducia nei vaccini che ci hanno garantito un'80% dei decessi in meno. La variante prevalente diventerà la omicron che contagia facilmente. In questo momento dunque al chiuso indossate la mascherina oppure farsi un tampone prima di incontrarsi". 

Cosa vuol dire ai cittadini che stanno vivendo questo momento con un po' di scoraggiamento? "Purtroppo è un nemico contro il quale abbiamo fatto dei passi avanti. Abbiamo passato l'autunno più produttivo di tutta Europa: siamo andato allo stadio, in piscina, in palestra, abbiamo aperto le scuole, fatto le ATP, il Salone del Libro e la Coppa Davis mentre gli altri chiudevano. Abbiamo fatto una politica vaccinale importante accanto a un continuo richiamo al distanziamento sociale. Sappiamo che i vaccini perdono un po' di efficacia nel limitare il contagio, ma non per quanto riguarda la protezione dalla malattia grave. In questa fase la grande incognita è la variante omicron". 

Come passerà il pranzo di Natale? "Lo passerò con i miei suoceri che hanno una certa età, sono vaccinati tre volte. Mi tampono un'orettà prima che arrivano: i miei figli sono vaccinati e io e mia moglie abbiamo fatto la terza dose. Siamo nelle condizioni ideali. Chiaro che se qualcuno risulterà positivo annullerò tutto. Questo non è scritto nelle regole ministeriali, ma fa parte del buonsenso. Non voglio essere responsabile di trasferire un'infezione a una persona che magari ne soffre e poi muore". 

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