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In piazza i lavoratori del gioco legale: "A rischio 1.500 posti di lavoro e altri 1.500 li abbiamo già persi"

Delegazioni da tutta Italia

 

Circa un migliaio di lavoratori del gioco legame piemontese si sono radunati questa mattina, giovedì 18 marzo 2021, in piazza Castello a Torino per protestare contro la legge regionale del 2016 che regola il settore del gioco nella nostra regione. Secondo i lavoratori e le assocazioni di categoria in questi anni il settore avrebbe già perso circa 1.500 posti di lavoro e altri 1.500 circa sarebbero a rischio. 

Punto centrale della protesta è la retroattività della legge in particolar modo nel punto che prevede il distanziamento dai punti sensibili. Due sarebbero le problematicità: chi aveva già un'attività vicino a punti sensibili, quali bancomat o scuole, prima dell'approvazione della legge adesso dovrebbe chiudere il proprio centro; nel caso di apertura di un nuovo punto sensibile, tipo una banca, vicino a un centro scommesse per esempio, quest'ultimo sarebbe costretto a chiudere. 

"Vogliamo che venga abrogata la retroattività della legge regionale perché a nostro avviso è incostituzionale ovviamente sono già stati persi un sacco di posti di lavoro e dal 20 maggio di quest'anno ne verranno persi altri 1500", dice una lavoratrice, "Noi chiediamo di poter lavorare. Da stipendi normali siamo passati a ammortizzatori sociali. Ora l'unico modo è modificare la legge regionale o in nessun modo riusciremo ancora a lavorare e saremo tutti a casa e sulle spalle dello stato".

"Comparto fermo ormai da nove mesi"

"Il comparto è fermo da ormai nove mesi - dicono i promotori - e ancora non c’è un percorso di prospettiva funzionale alle riaperture. I manifestanti chiedono che il Governo fornisca risposte a breve, anche in considerazione del fatto che già esistono protocolli sanitari in grado di garantire la sicurezza di utenti e operatori. Sono in ginocchio 75mila imprese e 150mila lavoratori, più l’indotto. La manifestazione ha posto anche il tema degli effetti distorsivi della normativa regionale sul gioco, per chiederne la modifica. Legge che prevede la chiusura entro il 20 maggio dell'ampia maggioranza di sale giochi e scommesse".

"Esprimiamo tutta la nostra vicinanza e pieno sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori del settore gioco che saranno in piazza il prossimo 18 marzo a Torino. Il comparto è fermo da ormai 9 mesi e ancora non c’è un percorso di prospettiva funzionale alle riaperture. Auspichiamo che il governo fornisca risposte a breve, anche in considerazione del fatto che già esistono protocolli sanitari in grado di garantire la sicurezza di utenti e operatori. Sono in ginocchio 75mila imprese e 150mila lavoratori, più l’indotto. Allo stesso tempo stanno proliferando le attività illegali, come evidenziato anche dal direttore dell'Agenzia delle Dogane e Monopoli, Marcello Minenna, e dal Procuratore Nazionale Antimafia Cafiero De Raho. Tutto ciò a danno di un settore che ogni anno assicura allo Stato un gettito erariale di oltre 11 mld". Lo sottolinea in una nota l’Associazione concessionari di giochi pubblici (Acadi-Confcommercio).

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