Paragone a Torino ipoteca il voto dei 'no green pass': gli stessi che hanno contestato Salvini e Conte

Ad ascoltarlo i capi piazza dei no green pass

Davanti al Tribunale di Torino ad aspettare Gianluigi Paragone c'erano tutti i volti noti del movimento no green pass torinese. Gli stessi che hanno contestato prima Salvini e poi Giuseppe Conte. E lui, il leader di Italexit, non li ha delusi mettendo così un'ipoteca su quello che potrebbe essere il loro voto per le prossime elezioni comunali. 

Certo, in piazza oggi, martedì 14 settembre, non c'erano tutte le persone che ormai ogni sabato pomeriggio manifestano in centro a Torino, ma i capi della piazza sì. Ivano Verra, candidato sindaco di Italexit a Torino, così può sperare di ottenere il loro consenso. 

"Rimarchiamo una candidatura che è fuori dagli schemi", spiega Paragone, "La candidatura di Ivano Verra che, in una campagna elettorale che sembra non decollare, fornisce la possibilità di riflettere sulle disparità che genera il green pass, che è una vigliaccata di Stato compiuta da un Governo di tecnici che ha deciso di dividere i cittadini in cittadini di Serie A e di Serie B; in lavoratori di Serie A e di Serie B. Noi non ci stiamo e speriamo che esista un giudice a Berlino anche in Italia". 

Vi siete chiesti perché Torino è diventata la capitale dei no green pass? "Sono contento che a Torino ci sia questo fermento, ma vi posso dire che questo fermento è forte anche a Milano. È fortissimo anche in altre città. Il problema è che non viene raccontato. La domanda di fondo è perché. Si deve capire chi ha paura di un popolo che liberamente e pacificamente sta esprimendo il proprio dissenso".

Che obiettivo vi siete posti per le comunali? "È difficile riuscire a darci un obiettivo se non si scongela la platea di quelli che non hanno capito che si deve andare al voto. C'è la possibilità politicamente di schiaffeggiare coloro che fanno parte di questa maggioranza che è una glassa, una melassa, che sta dietro a Draghi". 

Al ballottaggio chi sosterrete? "Nessuno tra centrodestra e centrosinistra merita la nostra attenzione e il nostro voto al ballottaggio". 

Oggi in Gran Bretagna hanno tolto l'obbligo di green pass. "In Italia stanno facendo una vera porcata che è quella di costringere attraverso il green pass alla vaccinazione senza assumersene la responsabilità politica e legale. In Gran Bretagna è finito lo Stato d'emergenza, qui stiamo andando avanti a botte di Stato d'emergenza e così comprimono i diritti dei lavoratori, dei cittadini e delle famiglie". 

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