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Fusione FCA-Peugeot, l'ok di Cirio: "Si crea lavoro, non come con il Reddito di Cittadinanza"

Preoccupazione invece da parte di Vincenzo Ilotte, il presidente della Camera di Commercio

 

Tiene banco nei corridoi del mondo politico e istituzionale la notizia della fusione tra FCA e Peugeot. Una fusione della quale al momento non si conosce ancora molto, ma che divide chi la guarda da fuori. Se la sindaca di Torino Chiara Appendino ha reso noto di seguire con grande attenzione lo sviluppo della vicenda, il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, vede di buon occhio l'operazione. Preoccupazione invece da parte del presidente della Camera di Commercio di Torino Vincenzo Ilotte. 

"Le mie valutazione erano positive quando si era arenata la trattativa e sono positive oggi. Questo serve per rafforzare FCA e serve per creare il terzo colosso al mondo nella costruzione delle automobili e non dimenticando che una delle due gambe rimane ben ancorata nel nostro Piemonte", commenta Cirio che poi continua, "Stamattina ho avuto una lunga call con Pietro Gorlier (CEO FCA) con il quale ho approfondito le cose che mi stanno più a cuore che sono gli investimenti e i posti di lavoro. Sia gli investimenti sull'elettrico, sia quelli sulla Maserati sono ampiamente confermati per cui il piano di piena occupazione degli impianti piemontesi e sicuramente garantito da questo nuovo accordo". 

Torino per il Presidente della Regione Piemonte potrebbe diventare il polo dell'elettrico aprendo così alla possibilità di creare a Mirafiori auto non solo di tradizione FCA, ma anche di Peugeot e Opel. Il Presidente Cirio non ha risparmiato in conclusione una frecciatina al Governo: "Credo che il Governo italiano debba dire la sua, ma io sono un liberista. Credo nella necessità che alle aziende debba essere lasciata libertà di muoversi sul mercato. Credo invece che il Governo debba creare le condizioni per chi volesse lavorare in Italia per poter continuare a farlo e per poter continuare a investire, perché i posti di lavoro si creano attraverso le fusioni e attraverso le azioni sul mercato, non attraverso i redditi di cittadinanza". 

Preoccupazione invece da parte di Vincenzo Ilotte, Presidente della Camera di Commercio di Torino: "Se è un'operazione che farà in modo che si sposti il baricentro tra Detroit e Parigi per noi sarà negativo, se invece si riesce ad avere almeno un triumvirato questo potrà essere positivo. Torino potrà essere il centro di sviluppo di una serie di prodotti di alta gamma. Credo che questo però dipenderà da come e quanto saprà incidere nei negoziati John Elkann". 

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