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Uomo strappa collanina ad anziana e scappa, barista lo insegue e lo blocca: "Siamo stufi, troppi furti in centro"

Tossici, baby gang e scippatori il problema

 

Sono le 12.30 di oggi, lunedì 27 luglio. Una donna di 70 anni è appena scesa dall'automobile per andare all'INPS di via XX Settembre, con lei c'è la nipote. Non fa in tempo a raggiungere l'ingresso della struttura che un uomo la affianca e le strappa dal collo una collinina. Poi scappa. 

Tra lui e la fuga però si mette in mezzo Enrico Fuggetta, responsabile del locale torinese Miagola Caffè di via Amendola. Il rapinatore infatti passa correndo davanti al locale, dietro di lui altri uomini che lo inseguono. Enrico capisce subito che si tratta di un rapinatore e si lancia all'inseguimento. Una corsa che terminerà molti metri dopo, all'altezza della stazione ferroviaria di Torino Porta Nuova quando riuscirà ad affiancare l'uomo e a bloccarlo. Sul posto interverranno anche numerosi mezzi della polizia. 

Il ladro, si scoprirà in seguito, essere un uomo di origini tunisine. La refurtiva è stata recuperata e la donna che ha subito il furto è stata portata in ospedale, ma non ha subito alcuna conseguenza. 

"Siamo stufi"

Enrico però non vuole essere considerato un eroe, ma solamente un ragazzo che ha fatto quel che tutti dovrebbero fare quando si trovano davanti a una situazione del genere. Furti che purtroppo in centro capitano sempre più spesso: "Qualche turista c'è quindi magari ci provano a prendersela con i distratti e con gli anziani. Siamo un po' stufi di questa situazione. Capita sovente, molte volte mi è capitato con dei tossicodipendenti che usano sostanze sulle panchine", racconta Enrico. 

"Parlano di zone di periferia, ma io sento parlare sempre più spesso di rapine, furti e scippi in centro. Di piccole gang e di ragazzini che vengono a chiederci acqua spaventati perché rapinati. Li chiudono in qualche angolo. Qui sono trafficate le vie principali, ma meno quelle laterali e i criminali sanno dove possono agire", continua Enrico. 

"Spesso sono più di uno insieme e la preoccupazione di oggi era che qualcuno potesse essere con lui. La signora è venuta a ringraziarmi. Io se fosse capitato a mia nonna ho pensato che mi sarebbe piaciuto che qualcuno agisse come ho fatto io. L'ho fatto con il cuore", conclude Enrico. 

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