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Svuotavano i magazzini delle aziende in lockdown per il coronavirus: sgominata banda, otto arresti

Fino a quattro furti a notte

 

Riuscivano a compiere fino a quattro furti a notte e lo facevano approfittando del lockdown e del fatto che in giro ci fossero pochissime persone. A finire nei guai i componenti di una banda criminale composta da cittadini di origine bosniaca. 

Obiettivi della banda erano i magazzini delle aziende e i tir che erano parcheggiati nelle vicinanze. In una sola notte erano in grado di compiere fino a quattro furti. Non senza preoccuparsi del proprio stato di salute però, dalle informazioni dei carabinieri risulta infatti che qualche componente della banda avesse sollevato il dubbio chiedendo se non fosse pericoloso rubare in tempo di Covid19. Risposta: No, è meglio visto che non c’è nessuno in giro e nelle fabbriche…". 

I componenti della banda per limitare al massimo il rischio di essere intercettati individuavano obiettivi distanti tra loro, ma velocemente raggiungibili. Dopo quattro mesi di indagini i carabinieri della compagnia Torino Oltre Dora hanno dimostrato che la banda criminale era composta da persone che vivevano all'interno dei campi nomadi dell’hinterland torinese.

Al gruppo sono attribuiti 33 furti avvenuti tra Torino e provincia (21 furti in danno di furgoni e autoarticolati, nove furti in ad aziende, quattro furti ad altri obiettivi: ente pubblico, bar, stazioni di servizio, associazioni sportive). Nel corso di un tentato furto hanno anche dato fuoco a un furgone.

Dall’alba di questa mattina, venerdì 19 giugno 2020, oltre 60 carabinieri del comando provinciale di Torino hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti degli appartenenti alla banda, per loro l'accusa è di concorso in furto aggravato e ricettazione. In totale gli indagati sono 10, destinatari di otto provvedimenti cautelari in carcere, tra cui un minorenne, e due divieti di dimora. Tra questi anche due ricettatori, un italiano e un marocchino, a cui gli autori dei furti si rivolgevano per “piazzare” il materiale trafugato.
 

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