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Vaccini, in Piemonte è caccia ai furbetti: ecco perché siamo la regione con meno casi di inoculazioni illecite

Intervista ad Antonio Rinaudo

 

Tolleranza zero nei confronti dei 'furbetti del vaccino'. Il Piemonte avrebbe trovato la strada da percorrere per limitare al minimo i numeri di casi di somministrazioni illecite. Per farlo ha ridotto qualsiasi forma di interpretazione sulle categorie, ma nonostante ciò anche in territorio piemontese i casi sgradevoli ci sono. Per scovarli approfondimenti sulle somministrazioni sospette.  

Succede a Biella per esempio dove la Procura locale ha aperto un'inchiesta nei confronti di 60 persone che sarebbero state vaccinate nonostante non ne avessero ancora diritto. A scovarli ci ha pensato Antonio Rinaudo, commissario dell’Area giuridico-amministrativa dell’Unità di Crisi: "Ho preso i dati, fatto degli approfondimenti, predisposto una segnalazione alla procura della Repubblica dicendo che a mio avviso si potevano ipotizzare figure di reato. La mia interpretazione ha dato i suoi frutti". 

Quello di Biella però potrebbe non essere l'unico caso: "Certo perché ci sono categorie di persone che sono state vaccinate che non hanno titolo a esserlo. Per esempio nell'ampia categoria del volontariato, dove ci sono persone che prestano effettivamente attività volontaria in determinati contesti, ma nel momento in cui ci inseriamo il volontariato sociale, che è una platea enorme, lì dentro ci può entrare di tutto", spiega Rinaudo. Che poi racconta: "Se questa associazione è strutturata in forma societaria e si vaccina l'amministratore della società, che magari non fa il volontario capite che il concetto di volontariato centra poco. Bisogna controllare i casi. Se all'interno di queste categorie mi trovo la moglie dell'amministratore delegato di una società, capite che è una nota stonata". 

Come fare dunque a ridurre al limite i casi? "La Regione Piemonte è un'eccellenza sotto l'interpretazione di quelle che sono le altre categorie. Molte Regioni hanno dato intepretazioni piuttosto ampie senza attenersi allo spirito della norma. Nel momento in cui devo vaccinare il personale scolastico, non posso vaccinare il maestro di tennis o sci", continua Rinaudo. 

"Si deve preoccupare chi ha abusato del sistema e si è fatto vaccinare senza averne titolo. Si deve preoccupare di dover rendere conto davanti alle autorità del fatto di aver violanto disposizioni di legge. Sicuramente vanno incontro alla sanzione penale", conclude Rinaudo. 

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