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Domenica, 16 Gennaio 2022

L'ultimo saluto ad Angelo Burzi, Roberto Cota: "Era un uomo onesto. Messo ingiustamente alla gogna"

Presenti i maggiori esponenti del centrodestra piemontese

"Era un uomo onesto", ripetuto due volte, poi un lungo applauso. Così Roberto Cota, ex presidente della Regione Piemonte, ha concluso il suo intervento durante la cerimonia di commiato per Angelo Burzi, storico politico piemontese che si è tolto la vita la notte del 25 dicembre. Dentro la chiesa di San Filippo Neri a Torino c'era tutto il centrodestra piemontese che si è raccolto attorno alla famiglia, ma anche attorno al ricordo dello stesso Burzi. 

Un gesto, il suo, che Angelo Burzi ha motivato in una lettera che è stata lasciata ai familiari e che è riconducibile alla condanna a tre anni che ha ricevuto il 14 dicembre scorso. "Ho parlato del tuo codice morale", ha detto la moglie Giovanna al termine dell'omelia, "e solo la rettitudine che era parte di te e non la debolezza ha determinato, per le ragioni che sappiamo, il modo con cui hai scelto di esprimere la tua protesta più forte. Come hai definito tu stesso, l'ultimo atto di amore per te. Per l'amore immenso e la stima e l'affetto che ho sempre avuto e sempre avrò per te voglio accettare tutto questo". 

"Si sentiva ingiustamente messo alla gogna ed è stato ingiustamente messo alla gogna", ha detto Roberto Cota prima del funerale, "Ritengo che anche per onorare la sua memoria sia necessario fare chiarezza perché non è possibile che la situazione non sia chiara. Ci sono risultati diversi nell'ambito dello stesso processo, con giudici che prima dicono una cosa e poi un'altra. Nessuno vuole fare accuse o vilipendio, ma esaminiamo i documenti". 

"Dico che lui si riteneva innocente perché nessuno sosteneva che utilizzare i soldi in quel modo fosse un reato, ma è stato deciso a posteriori", spiega Enzo Ghigo, riferendosi al processo di Rimborsopoli che colpì gli eletti del consiglio regionale del Piemonte della legislatura che rimase in carica dal 2010 al 2014, "Mi auguro che adesso riprendendo come eredità questo gesto clamoroso di Angelo, la politica permetta di trasformare questo reato in un reato amministrativo". 

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