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A Torino un negozio con soli prodotti realizzati da detenuti: un modo per rendere più sicure le città

Arrivano da 40 carceri in tutta Italia

 

Si chiama Freedhome e il suo motto è "creativi dentro". Stiamo parlando del negozio gestisto cooperativa sociale extraliberi che in centro a Torino vende esclusivamente prodotti realizzati in carcere e da detenuti. 

"Da undici anni la nostra cooperativa opera nel carcere di Torino. A ottobre saranno tre anni che saremo stabiliti in questi locali, impegnati a ggestire questo posto arricchendolo di esperienze diverse e creando con la cittadinanza un corridoio di dialogo tra il carcere, che spesso rimane ai bordi delle nostre città, e il resto della società" - racconta Eloisa Spinazzola della cooperativa sociale extraliberi.

Dentro il negozietto di via Milano 2/C ci sono prodotti di ogni genere che arrivano da 50 realtà sparse in 40 carceri italiane. Si va dalle specialità realizzate con le mandorle, tipiche della Sicilia, alle magliette stampate dentro la casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino, ma anche borse e un vino speciale prodotto ad Alba, l'unico ricavato da una vigna che si trova anch'essa all'interno del carcere. 

"I detenuti che in Italia si occupano di lavorare per imprese e cooperative, che li formano e li stipendiano per fare quello che poi per loro diventa un lavoro, sono circa un migliaio. Quando un detenuto lavora durante la pena, la sua possibilità di tornare a delinquere diminuisce e passa da un 70-80% di possbilità di tornare a delinquere a un 10-20%" - continua Eloisa Spinazzola specificando che le percentuali sono stimate - "Quello che si nota è che le persone quando lavorano e possono attuare un percorso di crescita personale ed economica, il loro futuro migliora come migliora il futuro della società intera perché avere un ex detenuto che si ricrea una vita rende anche tutte le nostre città più sicure".  

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