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L'ultimo saluto a Fiorenzo Alfieri, Castellani: "Era un maestro e la città la sua classe. Così sono nate le Luci d'Artista"

Camera ardente allestita in Comune

 

Torino omaggia per l'ultima volta Fiorenzo Alfieri, storico assessore alla Cultura del Comune e ideatore delle Luci d'Artista, morto di coronavirus domenica 13 dicembre 2020. Aperta questa mattina, mercoledì 16, alle 10 la camera ardente presso la Sala Marmi di Palazzo di Città; nel pomeriggio sarà proiettata sulla facciata della Mole Antonelliana la scritta “Grazie Fiorenzo” e domani, giovedì 17 dicembre, le Luci d’Artista resteranno accese per tutta la giornata in suo onore.

Tra i primi a giungere presso la camera ardente vi è stato Valentino Castellani, sindaco della Città dal 1993 al 2001. Suo il ricordo dell'uomo politico e amministratore cittadino: "Quando veniva nel mio ufficio e mi diceva 'Valentino ho un'idea' subito veniva il pensiero al bilancio e lui mi rispondeva 'guarda che la cosa più importante sono le idee e non i soldi'", ha raccontato Castellani che poi ha spiegato come sono nate le Luci d'Artista, "Un giorno è venuto nel mio ufficio e mi ha detto 'se invece di fare queste lucine kitsch che ci sono in giro per la città perché non facciamo un evento di arte contemporanea".

Da qui l'idea che ha portato a Torino i turisti anche d'inverno. "Fiorenzo aveva questo concetto, che i cittadini non finiscono mai di imparare e bisogna dare loro l'occasione di imparare. Cultura e arte sono uno degli strumenti da utilizzare. Lui era un maestro elementare e gli era rimasto nel dna questo approccio educativo, la città intera era la sua classe. Era un uomo generoso, capace di scoprire talenti, di far lavorare i giovani, di fare rete e di stupire", ha concluso Castellani. 

Presenti in Comune anche le figlie che hanno voluto ringraziare la Città: "La reazione di questa città che lui ha tanto amato è stata davvero grande e ci sarà di conforto. Ci piacerebbe che la sua visione rimanesse viva e potesse essere portata avanti da altri sempre nell'ottica in cui lui ha lavorato, all'esclusivo servizio della città, della cultura, della scuola e dei giovani", ha detto la figlia Giulietta Alfieri.

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