Martedì, 18 Maggio 2021

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Vaccini, il generale Figliuolo promuove il Piemonte, ma non sui soggetti fragili: "È difficile, ma si deve fare di più"

Su Johnson&Johnson: "Rispetteremo le decisioni della comunità scientifica"

Il generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, promuove l'andamento della campagna vaccinale in Piemonte, ma sui soggetti fragili, dice, che la Regione può fare di più. Lo fa al centro vaccinale del Lingotto, prima tappa della due giorni che dedicherà al territorio piemontese. 

"Qui non abbiamo solo tagliato un nastro ma abbiamo visto una capacità che funziona, lì dentro ci sono nostri concittadini che vaccinandosi si salveranno da questa pandemia", ha detto il generale che poi ha continuato, "La Regione sta seguendo il piano vaccinale e ha somministrato l'87 per cento delle dosi ricevute e quindi ha bisogno di dosi. Sugli over 80 siamo al 78,5% su una media che oggi si attesta al 74 per cento. Il target è 24mila vaccini, non bisogna salire repentinamente ma su fine mese dobbiamo arrivare a 40mila. Vedendo questo centro penso che ci siamo".

Poi però ha dedicato parte del suo intervento ai soggetti fragili, la cui campagna vaccinale è indietro: "Per i fragili bisogna fare qualcosa di più. Io dico ciò che vedo e ciò che penso, ma sono sicuro che il Piemonte con la sua generosità si metterà velocemente a vaccinare anche questa categoria. Mi rendo che è difficile e che bisogna spesso cercarli nelle proprie case, ma bisogna farlo. È un dovere morale importantissimo". 

Il generale Figliuolo ha poi fatto il punto sulla campagna vaccinale in generale: "Il presidente Draghi mi ha telefonato mentre stavo per arrivare ad Aosta e la notizia è che grazie alle pressioni europee nel trimestre Aprile-Maggio-Giugno arriveranno 50 milioni di vaccini in più a livello europeo di Pfizer. In Italia ne arriveranno circa il 13,46 per cento. E per fine aprile avremo 670 mila dosi in più, per maggio due milioni e 150 mila, per giugno 4 milioni".

Su Johnson&Johnson, bloccato negli Stati Uniti, ha detto: "Gli Stati Uniti lo hanno fermato per una riflessione perché ci sono stati sei casi di probabili casi di effetti collaterali gravi il cui rapporto causa-effetto non è stato ancora dimostrato su circa 7 milioni di dosi inoculate. Dal punto di vista scientifico questo è in linea con le altre tipologie di farmaco. Non voglio dire che non è importante per chi ha subito tali reazioni, ma questo dice la statistica ed è incomparabile con le gravi conseguenze che questa pandemia provoca sulla popolazione anziana. Attendiamo fiduciosi cosa dirà la comunità scientifica che credo nei prossimi due giorni si pronunceranno. Rispetteremo le prescizioni della comunità scientifica".

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