Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Ex Embraco, 18 giorni e poi 400 lavoratori saranno licenziati: il Governo tace, ma il Prefetto tenta la mediazione

I sindacati attendono una convocazione

 

È scattato il conto alla rovescia per i 400 lavoratori della ex Embraco di Riva di Chieri. Se il Governo non riuscirà a trovare una soluzione per prolungare la cassa integrazione, per loro tra 18 giorni scatterà il licenziamento collettivo. Risultato amaro di oltre 3 anni di tavoli istituzionali e false partenze che sarebbero dovute servire rilanciare lo stabilimento industriale e garantire i livelli occupazionali. 

L'ultimo tentativo nel settembre scorso con l'annuncio del progetto Italcomp che però si è arenato davanti alla prevista partecipazione pubblica che è stata bloccata dall'Unione Europea. Il progetto Italcomp infatti prevedeva la creazione di un polo nazionale per la produzione di compressori per frigoriferi, partecipata al 70 per cento dallo Stato e al 30% da soggetti privati, con un investimento complessivo di circa 50 milioni di euro (40 a Belluno e 10 a Torino). Era prevista entro il 2023 la produzione di sei milioni di pezzi l'anno. 

Tutto sfumato, almeno per il momento. Per sedare la tensione che questa situazione sta creando tra i lavoratori è dovuto scendere in campo anche il Prefetto di Torino, Claudio Palomba, che ha annunciato di aver chiesto al ministero del Lavoro un incontro per discutere la questione cassa integrazione e licenziamenti. I sindacati però chiedono entro il 20 di aprile la convocazione al ministero dello Sviluppo Economico per discutere gli eventuali sviluppi della reindustrializzazione del sito di Riva di Chieri. 

"Il ministro Giorgetti sappia che se non arriva la convocazione entro il 19 o 20 andremo a Roma", hanno minacciato. 

Potrebbe Interessarti

Torna su
TorinoToday è in caricamento