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Il dramma di 400 lavoratori: "Senza stipendio e tredicesima siamo in stato di povertà"

La situazione dell'ex Embraco sembra non sbloccarsi

 

A Natale senza stipendio e tredicesima, è il dramma che hanno vissuto - e che rischiano di continuare a vivere anche nei mesi che verranno - i lavoratori dell'ex Embraco che oggi, mercoledì 8 gennaio, hanno manifestato ancora una volta davanti al palazzo della Regione Piemonte. 

In totale 409 lavoratori che stanno vivendo un epopea che non sembra avere fine nonostante le promesse e l'impegno delle istituzioni piemontesi. Da Chiara Appendino ad Alberto Cirio, entrambi ci hanno messo la faccia per cercare di trovare una soluzione che possa garantire un futuro a questi uomini e donne. 

Futuro che al momento è incerto e tormentato. Tra i 409 lavoratori ci sono interi nuclei familiari che non sanno come arrivare a fine mese: "Io e mia moglie lavoriamo per la stessa azienda e adesso con due stipendi da cassa integrazione e due figli da mantenere a fine mese si arriva al limite. Stiamo tagliando sulle spese nostre perché i nostri figli non hanno colpe". 

"Siamo senza una lira e siamo dentro la povertà, grazie tanto ai politici che ci hanno abbandonato". "Noi vogliamo il lavoro, non la cassa integrazione. Siamo in quella fascia di età che non è giovane e neppure vecchia e a noi il lavoro non lo da nessuno". "La mia fortuna è che non ho nessuno da mantenere, ma per chi ha una famiglia e dei figli sono cavoli amari". "Ho visto gente piangere perché noon aveva i soldi per pagare il mutuo o le bollette".

In mattinata è previsto l'ennesimo incontro in Regione Piemonte. 

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