Venerdì, 30 Luglio 2021

Embraco, l'ultimatum al Governo di Cirio: "Entro 24 ore la data del tavolo altrimenti andremo a Roma"

Il Governatore ha incontrato i lavoratori in Piazza Castello

Sono esausti ed esasperati. I lavoratori della Embraco sono al limite della sopportazione e questa mattina - mercoledì 25 settembre - per l'ennesima volta hanno voluto incontrare il Governatore della Regione Piemonte, Alberto Cirio, per chiedere un sostegno forte alla loro mobilitazione. 

Cirio prima ha incontrato una delegazione dei lavoratori e poi è sceso in piazza a parlare con il resto del gruppo. "Vogliamo la data dell'incontro al Ministero dello Sviluppo Economico entro oggi", era la richiesta e il Governatore ha lacianto una sorta di ultimatum al Governo: "O entro 24 ore ci dicono quando ci introntreranno oppure il 3 ottobre a Roma andremo lo stesso" - ha detto Cirio. 

"Il problema è capire chi verifica i piani che le aziende presentano al Ministero. In Piemonte il caso Embraco e Mercatone Uno sono due casi di aziende che vanno in crisi, chiudono, c'è un nuovo acquirente, presenta un piano, il ministero lo approva e questo piano non parte mai" - ha detto Cirio - "Mi vien da chiedere su che basi vengono autorizzati questi subentri. Qui ci sono 400 lavoratori che quando l'Embraco è andata in crisi hanno creduto a uno Stato e a un compratore che ha detto loro di fidarsi. Lo Stato ha messo il suo timbro. Ecco perché queste persone sono arrabbiate e io sono arrabbiato con loro perché il Piemonte non può essere preso in giro". 

Quello dell'Embraco è un caso che va avanti da oltre due anni quando la produzione dell'azienda - che produceva componenti per la Whirpool - venne delocalizzata in Slovacchia. Da quel momento cominciò la battaglia sindacale che sfociò nel giugno 2018 in un accordo approvato dal Ministero dello Sviluppo Economico, all'epoca guidato da Carlo Calenda. A quattordici mesi di distanza da quell'impegno però nulla è cambiato e anzi il piano industriale all'epoca presentato è stato modificato completamente. 

"C'è confusione che ha portato questi 410 lavoratori a essere in prossimità di un problema sociale enorme perché se al termine dei prossimi nove mesi non si trova una soluzione saranno espulsi dal circuito lavoratori e non gli resteranno che gli ammortizzatori sociali" - racconta Dario Basso della UILM Piemonte - "Cirio si era già impegnato durante la campagna elettorale, oggi lo abbiamo rivisto e lui ha confermato la sua disponibilità. Però dalla disponibilità ai fatti ce ne passa, siamo fiduciosi e speranzosi che ci sia un canale che ci porti presto al MISE e che il ministero si prenda un impegno fattivo e concreto, non quello aleatorio che ha assunto un anno e mezzo fa".

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