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La storica edicola sta per chiudere, ma i gestori: "Il Comune la compri a 1 euro e la faccia rinascere"

La famiglia Rota la gestisce da 30anni

 

Il 31 dicembre di quest'anno la famiglia Rota chiuderà definitivamente l'edicola che gestisce da 30anni in via Pietro Micca 20. Un'edicola storica perché presente in città già da fine 1800, un patrimonio storico che non vogliono che si disperda e così è nata l'idea di chiedere al Comune che compri l'attività al prezzo simbolico di un euro e che trasformi l'edicola in un punto di interesse per i cittadini. 

Per Filomena e Giuseppe, così si chiamano gli storici edicolanti, andare avanti è impossibile, anche a causa della crisi dell'editoria. I giornali non si vendono più, i conti a fine mese non sono mai in parità e così la decisione è obbligata: chiudere l'attività. Chiudere però ha un costo perché i proprietari sono obbligati a smantellare il chiosco e la spesa dovrebbe essere di circa 10.000 euro. 

Il Comune dunque accogliendo la proposta della famiglia Rota potrebbe prendere possesso di uno spazio che se riconvertito potrebbe essere destinato alla cittadinanza o ai turisti e nello stesso tempo potrebbe dare un po' di ossigeno alla famiglia. 

Al fianco della famiglia Rota, questa mattina, venerdì 7 agosto, c'era Sivio Magliano, consigliere comunale dei Moderati: "Una storia significativa dei tempi che stiamo vivendo. Le misure finora messe in campo dall'Amministrazione si sono rivelate assolutamente insufficienti. Questa volta almeno, la Città di Torino risponda presente. Le edicole non sono soltanto attività commerciali da sostenere, a maggior ragione in questa fase storica di crisi, ma anche elementi che, se attivi, costituiscono una barriera contro desertificazione e degrado. Su questo tema mi sono battuto in questi anni, ottenendo risultati in tema di riduzione degli oneri. Ma non è sufficiente. Mi auguro che da questa vicenda nasca un bando di idee sulle edicole, capace di coinvolgere le strutture del centro, per esempio con finalità turistiche, e quelle delle periferie, magari con finalità sociali. Se necessario, l'euro lo mettono i Moderati". 

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