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A Torino arriva la tecnologia anti assembramenti, come funziona: video

Sperimentata in un centro medico e sviluppata da un'azienda bolognese

Mettere in campo soluzioni tecnologiche per monitorare e mappare gli spazi fisici in modo da contrastare la diffusione del contagio da covid-19. È quel che ha fatto il Centro medico e diagnostico CeMeDi di Torino che, utilizzando una soluzione sviluppata da Iconsulting, azienda bolognese, con la collaborazione Amazon Web Services, ha sviluppato una nuova forma di convivenza con il virus. 

Se a causa del covid-19 dobbiamo sviluppare nuove forme di normalità, adottare nuove soluzioni per evitare assembramenti in spazi chiusi diventa un'esigenza stringente. Lo è per gli uffici pubblici, le strutture sanitarie, ma via via lo sta diventando anche per tutte quelle attività, come negozi o ristoranti, che hanno ogni giorno un afflusso considerevole di persone al loro interno. 

Nasce così l'idea del centro medico torinese di adottare un sistema di controllo full cloud e data driven grazie al quale la struttura sanitaria è in grado di controllare il corretto comportamento delle persone all'interno dei suoi spazi, sfruttando i dati raccolti in tempo reale attraverso l'analisi costante di immagini e video ripresi dalle webcam. 

"Il sistema sanitario si è trovato in un momento di estrema difficoltà e quindi dovevamo trovare delle soluzioni molto avanzate, semplici e con costi contenuti", spiega Franco Perona, CEO di CeMeDi, "Noi abbiamo la possibilità di monitorare come accedono le persone nel nostro centro, quindi sempre con la mascherina e la misurazione della temperatura, e poi di creare delle aree di monitoraggio specialmente nelle aree critiche. Nel nostro centro transitano circa 140.000 persone l'anno e il rischio che si creassero degli assembramenti c'era". 

A partire dai dati catturati dalle telecamere, l'algoritmo consente di conoscere il numero di persone presenti all'interno dei locali; comprendere se il distanziamento è sufficiente per evitare il contagio; verificare l'utilizzo dei dispositivi di protezione; gestire il controllo degli accessi e le possibili code; realizzare analisi statistiche con la possibilità di visualizzare i trend. Tutto nel rispetto della privacy delle persone. 

"La tencologia è nata prima del covid e l'abbiamo messa in atto agli albori della pandemia. Chi viene da noi ha bisogno di salute e noi dobbiamo gestire questa sicurezza nei modi giusti", continua Franco Perona, CEO di CeMeDi.

Una soluzione che potrebbe essere adottata da altre strutture? "Non voglio essere presuntuoso, ma ritengo che il nostro flusso di accesso non è difforme da quello che può essere il flusso di qualsiasi altro ufficio e quindi credo che questa soluzione possa essere utilizzata anche per altre realtà", conclude Franco Perona, CEO di CeMeDi. 

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