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Covid, Alberto Cirio: “Dati in miglioramento”. Il Piemonte spera nella zona gialla da inizio febbraio

Avviata indagine interna al San Giovanni Bosco per il focolaio covid

Il Piemonte può cominciare a sperare di tornare a essere una regione a zona gialla già a partire dal mese di febbraio. A destare leggero ottimismo sono i dati del report settimanale commissionato dal ministero della salute all'Istituto Superiore della Sanità. 

"La nostra pagella settimanale conferma dati in miglioramento", spiega Alberto Cirio, il presidente della Regione Piemonte, "Tutti i dati sono in miglioramento: l'indice dei contagi dei positivi sul numero dei tamponi fatti, l'incidenza, il numero dei focolai. Dati in miglioramento rispetto alla settimana precedente". L'RT piemontese scende da un valore di 1.14 a 1.04, vicinissimo al valore da raggiungere per diventare zona gialla. 

"Sono tutti numeri che ci fanno ben pensare. Le terapie intensive si attestano a un'occupazione del 27%, quindi sotto soglia, mentre l'occupazione delle terapie ordinarie scende dal 47% al 43%", continua Cirio che poi aggiunge, "Venerdì prossimo sapremo se diventeremo gialli o rimarremo arancioni. Il Governo ha deciso che si rimane 15 giorni di un colore. Se le cose continueranno ad andare in questo modo si potrà sperare in una zona gialla dai primi giorni di febbraio, ma tutto dipende da noi". 

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Non tutto va bene però e una nuova tegola sul Piemonte è rappresentata dal focolaio del San Giovanni Bosco: "Sono preoccupato di ogni situazione che possa colpire un ospedale, una RSA o una famiglia. Oggi in Giunta l'assessore Icardi ci ha comunicato di aver incaricato l'ASL competente di effettuare un'indagine interna e attendo una relazione nei prossimi giorni per comprendere la situazione. Non possiamo abbassare la guardia. Fino a quando non ci sarà il vaccino dovremo rispettare le regole del distanziamento perché ci hanno insegnato che riusciamo così a contenere la diffusione del virus". 

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