Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Dove sono i covid hotel? Sulla carta, la burocrazia ferma tutto: uno solo è aperto a Torino | Video

Gli albergatori non sanno se rimanere disponibili o chiudere

 

Che fine hanno fatto i covid hotel? A marzo la Regione aveva addirittura paventato la possibilità di requisire le strutture alberghiere tanto fosse alta la necessità di reperire strutture per ricoverare pazienti positivi al covid di bassa intensità. A mesi di distanza a Torino vi è solo un albergo attivato che può ospitare 40 pazienti, nonostante a settembre abbiano risposto a una manifestazione di interesse diverse strutture ricettive tanto da mettere a disposizione 1.600 camere su Torino e 2.200 in tutta la Regione. Lo stallo al momento della trattativa economica con le ASL, trattativa che ogni struttura porta avanti individualmente. 

Già a marzo Federalberghi mise a disposizione l'interessamento di circa 90 strutture in tutta la Città di Torino. Posti letto immediati ai quali il sistema sanitario avrebbe dovuto abbinare squadre mediche in grado di gestire i pazienti covid a bassa intensità. "A oggi a Torino l'unico albergo aperto è quello che ha risposto alla contrattazione diretta dell'ASL nel mese di settembre", spiega Fabio Borio che poi racconta come alcuni ospedali abbiano contattato direttamente le strutture alberghiere nei mesi passati. 

"Nel momento in cui ci fu una grande attenzione mediatica sui covid hotel e divenne di dominio pubblico, si percepì che gli alberghi fossero pronti e già attivi. Gli ospedali chiamavano gli alberghi chiedendo come mandare i propri pazienti, ma gli albergatori rimandavano alle ASL locali", spiega Borio. Segno che qualcosa nella comunicazione tra aziende sanitarie e strutture ospedaliere non funzionava evidentemente. 

Adesso il problema per le strutture alberghiere è duplice: da una parte c'è la crisi del settore che ha portato gli incassi a un crollo dell'80% circa, dall'altra la dichiarazione di disponibilità a diventare covid hotel ma senza alcuna comunicazione concreta da parte delle ASL. Che significa? Le strutture che si sono resi disponibili devono rimanere aperte per essere pronte al momento della chiamata, sostenendo anche le conseguenti spese di gestione. "Siamo in attesa di una risposta. Dobbiamo sapere se saremo utili oppure no, ma la situazione si aggrava perché adesso non abbiamo più lavoro. Chi ha dato disponibilità è combattuto se chiudere l'attività o rimanere aperto per metterla a disposizione della cittadinanza", spiega Borio. 

"Per alcune strutture i covid hotel potevano rappresentare una boccata di ossigeno e la salvezza", spiega Borio. Intanto la Regione nell'ultima settimana ha nuovamente manifestato l'intenzione di utilizzare gli alberghi per i ricoveri dei pazienti covid, sarà la volta buona? 

Potrebbe Interessarti

Torna su
TorinoToday è in caricamento