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Covid, termina lo stato di emergenza. Cirio: "Il virus non si cancella con un decreto"

A luglio verranno stabilizzato 1.137 lavoratori precari del comparto sanitario

"Il Covid non sparisce per decreto", a dirlo è Alberto Cirio, il presidente della Regione Piemonte, alla vigilia della fine dello stato di emergenza dovuto alla pandemia. "Oggi in Piemonte abbiamo l'incidenza più bassa d'Italia ma non dobbiamo illuderci. I dati ci dicono che la situazione è buona, ma il virus c'è e dobbiamo continuare a stare attenti e insistere con la campagna vaccinale". 

A due anni dallo scoppio della pandemia i numeri fanno ben sperare: "Abbiamo il 96,2% dei cittadini piemontesi vaccinati e l'84,3% che ha concluso il ciclo primario. Ci sono poi 165 mila persone immunizzate naturalmente, ma abbiamo ancora 358 mila non aderenti alla campagna vaccinale", ha spiegato il presidente della Regione Piemonte.

Non vaccinati che continuano a essere il cruccio di Cirio: "Continuiamo a corteggiarli, abbiamo fatto di tutto e continueremo a farlo. E a chi non si è presentato per la terza dose scriveremo una lettera molto secca per spiegare che non si può rinviarla sine die senza vanificare l'immunità raggiunta. In ogni caso, restiamo in testa alle Regioni più grandi per le terze dosi".

Con oggi, giovedì 31 marzo, termina anche il lavoro dell'Unità di Crisi che verrà formalmente chiusa, le cui competenze verranno trasferite al Dirmei che sarà diretto da Emilpaolo Manno. Infine il presidente della Regione Piemonte ha annunciato che verranno stabilizzati 1.137 lavoratori della sanità che per 18 mesi hanno lavorato per l'emergenza covid. 

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