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Il "migrante spazzino", per integrarsi pulisce le strade della città: la storia

 

"Gentili signori e signore, desidero integrarmi onestamente nella vostra città senza chiedere l'elemosina. Da oggi terrò pulita la vostra stada. Vi chiedo soltanto un contributo di 50 centesimi per il mio lavoro, buste, scope, palette" - firmato il migrante spazzino. 

Corso Orbassano, angolo via Gorizia. Davanti all'ingresso della Villa Amoretti ci sono due cartelli. I passanti si fermano a leggerli, poi si guardano intorno e proseguono sulla propria via. 

Su quella strada ci sono anche loro, due ragazzi di colore, armati di scopa e paletta che raccolgono alcune foglie secche in piccoli cumuli che mettono di lato. Sono i "migranti spazzini", si occupano di tenere in ordine via Tripoli, piazza Santa Rita, corso Orbassano e corso Traiano. 

Cercano un lavoro, ma nel frattempo provano a integrarsi rendendosi utili, senza accattonare. La gente sembra apprezzare e 50 centesimi, o qualcosa in più, li danno volentieri. E prima di andarsene spesso fanno i complimenti e gli dicono "Grazie". 
 
 

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