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Amazon, i corrieri portano il colosso in Procura: "Vogliamo regole sulla sicurezza prima che ci scappi il morto"

Manifestazione davanti alla sede di Brandizzo

 

"Noi vogliamo solo poter lavorare in sicurezza", a dirlo sono i tanti corrieri che oggi, giovedì 25 febbraio, hanno manifestato davanti alla sede di Amazon di Brandizzo. Lunedì prossimo, il 1 marzo, la Uiltrasporti ha annunciato che presenterà alla Procura della Repubblica un esposto contro il colosso dell'e-commerce. 

"L'algoritmo di Amazon a nostro giudizio è fuorilegge perché induce i lavoratori a trasgredire le norme della strada che in 8 ore 45 minuti di lavoro devono fare 140 consegne. Abbiamo chiesto più volte di rivedere i carichi di lavoro, ma siamo inalscoltati. A questo punto saremo obbligati a fare questo esposto. Non dobbiamo aspettare che qualcuno muoia", dice Gerardo Migliaccio della Uiltrasporti Piemonte. 

Sì, perché i lavoratori a oggi sono costretti a correre per effettuare le consegne quotidiane rischiando multe e incidenti: "Chiederemo il cronotachigrafo, ma purtroppo non è previsto dalla legge. Crediamo che se Amazon è quell'azienda che vuole fare vedere dovrebbe dotare i propri mezzi di questi strumenti", continua Gerardo Migliaccio della Uiltrasporti Piemonte. 

E oltre al danno anche la beffa: "I dipendenti che fanno incidenti o pagano multe le pagano loro. La fretta che viene messa ai corrieri porta a fare infrazioni che sono pagate dai lavoratori", conclude Gerardo Migliaccio della Uiltrasporti Piemonte. 

Manifestazione pacifica, unico momento di tensione quando un furgoncino guidato da un corriere che stava lavorando avrebbe toccato un manifestante. 

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