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Zona Rossa a Natale, l'infettivologo: "Attenzione al rilancio della seconda ondata. Dobbiamo cautelarci"

Necessario però un cambio di passo nella gestione dell'emergenza

 

Il rischio è che prima ancora della terza ondata di contagi da coronavirus, ci sia un effettivo rilancio della seconda. Sì, perché ancora non siamo usciti dall'emergenza delle settimane passate. Per questo motivo è necessario cautelarsi, che può voler dire passare un Natale insolito. Potrebbe essere questa la sintesi del pensiero di Giovanni Di Perri, infettivologo dell'Ospedale Amedeo di Savoia. Restrizioni dunque inevitabili, ma che, secondo lo stesso Di Perri, dovrebbero essere seguite da un campio di passo necessario nella gestione dell'emergenza. 

"La curva scende piano e in alcune regioni non scende più, questo vuol dire che siamo a rischio di un rilancio della seconda ondata ancor prima di farne una terza che vuol dire che occorre cautelarsi. Certamente il periodo di Natale fa soffrire alcune attività e ne fa soffrire meno altre, in questa fase non c'è la scuola e non sono in funzione una serie di servizi. Sicuramente bisogna fare un programma per coprire i primi sei mesi dell'anno", spiega Di Perri.

"Prima che l'effetto della somministrazione del vaccino sia avvertibile a livello di popolazione ci vorrà del tempo. Per cui bisognerà prepararsi a vivere in un certo modo quest'inverno e questa fase in cui il virus circola ancora con una certa vivacità. Si deve cercare di ridurre la circolazione del virus e a quel punto però bisogna inventarsi qualcosa di nuovo perché la gestione che abbiamo avuto da giugno a ottobre abbiamo visto cosa produce", continua Di Perri. 

Inventarsi cosa? L'infettivologo rilancia una proposta già avanzata un paio di mesi fa: "Io credo che vincolare l'accesso a certi servizi all'effettuazione del test rapido potrebbe essere una delle diverse idee da mettere in campo per cercare di fare meglio perché come abbiamo fatto da giugno a ottobre abbiamo visto che non basta". 

In una battuta si può dire meno lockdown e più sistema? "Ci vuole un po' più di imprenditori e di farsi venire qualche idea. Io tengo aperti ristoranti, piscine, palestre, teatri, circoli, musei, ma li vincolo alla effettuazione di un testt rapido. Il costo potrebbe anche essere condiviso con lo Stato, magari togliendo qualcosa ai monopattini, perché in questa fase bisogna cercare di vivere il più possibile. Io sono un riaperturista, ma va fatto in sicurezza altrimenti succede quel che è successo da giugno a ottobre", prosegue Di Perri. 

Intanto la somministrazione dei vaccini potrebbe essere anticipata dal 21 gennaio a inizio gennaio. In Piemonte arriveranno 400.000 dosi che verranno somministrate a 200.000 piemontesi che appartangono al personale sanitario e agli ospiti delle RSA. "Il vaccino è ottimo e ha dato risultati straordinari. Fa riferimento a un meccanismo di azione assolutamente rivoluzionario. Si presenta con premesse di sicurezza senza precedenti". 

Cosa dice ai No VAX? Di Perri è categorico: "Capisco che ci siano dei fenomeni che ha generato una società opulenta, ma qui c'è un'emergenza mondiale e occorre recuperare la nostra vita normale e soprattutto quella continuità economica sulla quale fondiamo alcuni presupposti di funzionamento della nostra società. Per un momento mettiamo via queste sindromi da mancato reclutamento, per farsi notare magari vengono dette cose a sensazione, ma la realtà sta altrove"

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