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La solitudine di chi muore ai tempi del coronavirus: cerimonie senza parenti, abbracci e con solo una preghiera

Nel torinese a marzo 2020 più 440 morti rispetto al 2019

 

La scena lascia senza parole e amareggia. Davanti al Cimitero Monumentale di Torino è un gran via vai di carri funebri. Ogni giorno nel principale campo santo della città vengono celebrati tra i 40 e i 60 riti funebri, riti solitari ai quali può partecipare al massimo un parente. Tutto questo a causa dell'emergenza coronavirus. 

"Nel mese di marzo sul territorio torinese abbiamo avuto quasi 440 decessi in più rispetto allo stesso mese del 2019", a riferirlo è Marco Giusta, l'assessore comunale ai Servizi Cimiteriali, "L'unica nota positiva è che ieri, domenica 5 aprile, per la prima volta da settimane a questa parte il numero di decessi riportato all'anno precedente è stato inferiore". La fascia più colpita da questa strage è quella che va dagli 80 ai 90 anni, in netto calo invece le morti tra i giovani perché, tra le altre cose, ci sono anche meno vittime della strada e dei cosiddetti incidenti del sabato sera. 

"Quella che diamo noi è l'unica preghiera che accompagna questi defunti. Un giorno della settimana scorsa abbiamo celebrato 62 riti funebri", racconta Marco Allara, diacono, che poi spiega come la solitudine si sia impossessata dell'ultimo saluto, "Una volta appurato che sono morti per coronavirus i parenti vengono messi in quarantena. Il carro arriva da solo e noi diamo la benedizione. Se ne vanno soli e questo è un grande dolore". 

"Anche noi diaconi siamo molto provati e anche a noi manca il minimo conforto che potevamo dare ai parenti prima, una stretta di mano oppure un abbraccio. Adesso siamo tutti così a debita distanza" conclude il diacono. 

Il cimitero in qualche modo ha cercato di sopperire a questa solitudine grazie all'iniziativa di una dipendente del cimitero che in modo volontario ha cominciato a riprendere gli attimi del funerale per poi inviarli ai parenti: "Lo facciamo a testimonianza del fatto che questi defunti sono entrati con un carro funebre e hanno ricevuto una benedizione. Non sono entrati semplicemente come salme d'ufficio", spiega Dario Donna, il responsabile operativo del cimitero. 

"Una delle cose che stiamo pensando è che quando sarà tutto finito di offrire gratuitamente ai parenti che vogliono ricordare i propri cari con una cerimonia privata la possibilità di farlo", spiega Marco Giusta, l'assessore comunale ai Servizi Cimiteriali.

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