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Sei fratelli in prima linea contro il coronavirus: "Siamo medici grazie alla passione di nostro padre"

Hanno anche una chat attraverso la quale si confrontano e confortano

 

A Torino e provincia c'è una famiglia che è in prima linea nella lotta al coronavirus, sono i fratelli e le sorelle Tizzani: Barbara, Davide, Maria, Emanuele, Alessandra e Pietro. A raccontare la loro storia è Barbara, geriatra dell'ospedale di Rivoli. 

"In famiglia siamo undici figli, abbiamo un padre che faceva il medico e anche nostro nonno faceva il medico. Il nonno era un medico condotto, come quelli di una volta che erano il punto di riferimento del paese e che erano in grado di fare di tutto. Mio padre invece era un primario dell'ospedale di Giaveno (cittadina di cui è originaria la famiglia, ndr) e per un periodo ha anche fatto il direttore sanitario", racconta Barbara. 

"Sull'esempio di loro due in sei su undici abbiamo deciso di fare medicina. Parliamo tra di noi e ci confrontiamo su dubbi diagnostici e su esperienze che abbiamo in modo da poter crescere. Abbiamo anche una chat nostra in modo da poterci incoraggiare quando ci sono dei problemi", continua Barbara. 

"Le persone mancano da solo perché a causa del problema del contagio i parenti non possono intervenire e quindi ci si confronta con l'umanità di persone che vengono a mancare da solo e di colpo si allontanano dalla propria casa e dai propri familiari senza avere più la possibilità di vederli. Questa è la cosa più difficile da affrontare ogni giorno", spiega Barbara. 

"Nostro padre è mancto cinque anni fa, ma se ci fosse stato in questo momento sarebbe tornato in servizio perché ha fatto dell'assistenza alle persone la sua vita. Lui era uno che andava a fare le visite e non si faceva pagare, ha fatto il medico per passione. Ci avrebbe detto di fare del nostro meglio e di aiutare il più possibile le persone. Nostro padre ci ha insegnato il senso del dovere. Non fare questo mestiere per motivi economici, ma per passione", ha concluso Barbara.

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