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Pranzo al sacco e solidarietà a un metro di distanza: ecco come vengono aiutati i più deboli

La testimonianza della Caritas di Pinerolo

 

"Chi ha sofferto di più questa emergenza sono i più poveri perché non riescono a codificare le misure che sta prendendo lo Stato e anche perché i servizi di prossimità tendono a chiudere a causa delle restrizioni", parole, quelle di Rocco Nastasi, direttore diocesano della Caritas di Pinerolo, che scoperchiano uno dei problemi di questa emergenza sanitaria. 

A raccogliere la sua testimonianza due fotoreporter, Christian Bosio e Diego Murgioni, che hanno voluto raccontare quali sono gli effetti dei decreti di contenimento di contagio del coronavirus sulla solidarietà e come la Carutas pinerolese si sia organizzata. Solo uno dei tanti esempi sul territorio. 

"Abbiamo cercato di rispondere al bisogno essenziale di riuscire a offrire un pasto a chi è bisognoso con le dovute cautele. Abbiamo prodotto un pranzo al sacco che distribuiamo alle persone che ci chiedono un aiuto", racconta Rocco Nastasi, direttore diocesano della Caritas di Pinerolo. Un'azione di solidarietà messa in atto grazie al sostegno della Caritas, del Comune di Pinerolo e di Eataly che sta offrendo beni alimentari. 

"Speriamo solo che questo periodo di emergenza finisca presto perché non è solo più la povertà assoluta che sta soffrendo, ma comincia a diventare un problema anche per le povertà relative", conclude il direttore della Caritas pinerolese. 

Daniela, volontaria, della Caritas racconta: "Non ho paura, ma la cosa che mi pesa di più e non aver contatto con loro. Prima la vera meraviglia era poterli abbracciare. Ho pensato che tutte queste persone che trovano un posto per mangiare e dormire non hanno più nessuno invece che li abbracci". 

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