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Caro bolletta, gas in aumento del 300% se la Russia chiude i rubinetti: la stima di Confcommercio

Con la guerra si stima una perdita del 13 dei ricavati del commercio torinese

Tutti gli sforzi e i sacrifici che i commercianti torinesi hanno fatto negli ultimi due anni con il solo scopo di rimanere a galla, sono stati vanificai in una sola settimana di guerra. Su di loro - come del resto su tutta la popolazione - lo spettro dell'aumento del costo dell'energia e del prezzo delle materie prime. Il persistere del conflitto in Ucrania potrebbe piegare duramente l'economia torinese. 

A dirlo sono i dati di Ascom Confcommercio. Questa mattina, giovedì 3 marzo, sono stati presentati i dati relativi al quarto trimestre del 2021 che però, alla luce dell'attacco russo, sono stati scavalcati da altri numeri che sono stati raccolti nell'ultima settimana. Interpellati 400 commercianti torinesi. 

'A causa dello scoppio della guerra', si legge nel documento di Ascom, 'le imprese del terziario della provincia di Torino si aspettano una possibile riduzione del 13% dei ricavati'. Questo rispetto allo scorso anno che non è stato un anno positivo per l'economia torinese. 

A essere colpiti sono soprattutto tre settori: commercio non food, turismo e trasporti e logistica che avranno perdite dal 19% al 30%. Senza contare il problema più grave, quello che avrà ripercussioni sul commercio e di conseguenza sulle famiglie: l'aumento del costo dell'energia e del prezzo delle materie prime. 

"La Confcommercio si è lanciata in una prospettiva con il proprio ufficio studi su cosa potrebbe accadere sulle materie prime se il conflitto dovesse durare. In questo caso i prezzi tenderebbero al rialzo forte", spiega Maria Luisa Coppa di Ascom Torino, "Nel caso in cui dovesse esserci un'interruzione del gas dalla Russia ci si aspetta aumenti del 300%". Una prospettiva quest'ultima che metterebbe seriamente in pericolo la stabilità del commercio e delle famiglie stasse. 

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