Figli delle coppie omosessuali, il Comune sospende le trascrizioni: l'amarezza di Lo Russo

Venerdì 25 incontro con le associazioni LGBTQI

A causa di una comunicazione ufficiale da parte della Prefettura, il Comune di Torino è costretto a sospendere la trascrizione all'anagrafe dei figli delle coppie omosessuali. In caso non fossero state sospese le trascrizioni il sindaco sarebbe incorso nel reato di abuso di ufficio, per il quale sarebbe anche potuto decadere. 

L'annuncio lo dà lo stesso Stefano Lo Russo insieme all'assessore Jacopo Rosatelli. Entrambi hanno le facce contrite e si dicono personalmente toccati da una decisione che sono costretti a prendere per il bene dell'amministrazione comunale. Tutto questo in attesa del pronunciamento della Corte di Cassazione, dopo che la Corte d'Appello ha espresso giudizio negativo contro il Comune di Torino lo scorso 18 febbraio. 

Il Comune infatti si era costituito parte in giudizio in un contenzioso che riguardava una coppia di donne alle quali non era stato concesso di assegnare il secondo cognome al proprio figlio. "Dietro questi commi e articoli di legge ci sono dei bambini e diventa difficile separare il coinvolgimento personale rispetto al ruolo istituzionale. Questo è uno di quei casi in cui essere sindaco è piuttosto scomodo", ha detto Lo Russo che poi ha utilizzato parole dure nei confronti del Parlamento reo di non aver ancora legiferato in merito. 

"È ingiusto che un cittadino europeo in base a dove nasce abbia dei diritti o no", ha spiegato Lo Russo, "I tribunali italiani stano penalizzando la dinamica di riconoscimento perché non c'è una legge. È un problema politico, l'assenza di una legge rende la responsabilità di queste scelte in capo ai giudici e ai sindaci. Chi siede in Parlamento è scollegato dalla vita del Paese".

Le reazioni

"Purtroppo l’incomprensibile scaricabarile istituzionale a cui stiamo assistendo in queste ore dimostra che forse non sbagliavamo a chiedere un po’ meno proclami e un po’ più di serietà quando si parla dei diritti delle persone e dei bambini", ha commentato Paolo Damilano di Torino Bellissima, "Se fossimo stati costretti noi a fare quello che è stato chiamato a fare oggi il Sindaco, non oso immaginare le reazioni. È chiaro, e anche urgente, che serve un intervento del legislatore".

"Siamo felici che sia definitivamente e finalmente finita l’era dell'ipocrisia del provvedimento-capriccio a danno dei bambini. Ora Lo Russo e Appendino chiedano scusa alla città per averla gettata volutamente nel caos normativo  e subordinata  alle marchette dell'ideologia fluida", così AUgusta Montaruli, deputata di Fratelli d'Italia, "Avevano ragione noi: il registro era illegittimo e non poteva essere attuato a meno di non commettere un vero e proprio abuso politico. Le coppie omogenitoriali non sono riconosciute dalla legge e i bambini continuano ad avere una mamma ed un papà con buona pace dei mistificatori che hanno promosso il registro ed impedito i loro diritti".

"Questa scelta è una sconfitta durissima per la nostra Città, da sempre protagonista nella difesa dei diritti e delle opportunità per tutte e tutti", commenta Valentina Sganga del Movimento 5 Stelle, "Restava un'ultima speranza alle figlie e ai figli delle famiglie arcobaleno, l'assunzione di responsabilità di fronte ai propri concittadini da parte del Sindaco, come fece coraggiosamente Appendino nel 2018. Ora non c'è più nemmeno quella, e siamo tutte e tutti più soli e tristi".

"Serve una legge sui figli delle coppie delle stesso sesso e serve una legge sui matrimoni", ha detto Nadia Conticelli, capogruppo del PD in Comune, "Essere timidi e incerti sui diritti crea solo confusione e dolore, sulla pelle delle persone. I diritti riguardano la vita concreta delle persone, gli affetti, l’identità, la costruzione dei percorsi di vita. Gli ottanta bambini registrati dall'anagrafe torinese in questi quattro anni non 'scompariranno' per effetto di una interpretazione normativa e non cambieranno le loro famiglie, non cambierà l’affetto, né i percorsi di crescita. Come non cambierà la realtà degli altri bambini a cui da oggi è negato il diritto di vedere sul registro dell’anagrafe indicata la propria famiglia  reale, quella che disegneranno e descriveranno a scuola. E quando la politica o lo Stato si volta da un’altra parte e non guarda in faccia la realtà dei cittadini commette un errore e un’ingiustizia. Sempre".

"Mi sembra inopportuno l'ammonimento del prefetto, perché vi sono sentenze diverese, che valgono per singoli casi, e altri bambini/e torinesi di coppie omogenitoriali hanno il doppio cognome. Se fossi io sindaco proseguirei con le iscrizioni anagrafiche, ma non posso chiederlo a Stefano Lo Russo, anche se non violerebbe nessuna legge qualora lo facesse", ha commentato il Radicale Silvio Viale.
 

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