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Università, inaugurato il Complesso Aldo Moro: ospiterà oltre 6.000 studenti

Una risposta anche alle proteste dei mesi scorsi

 

Finalmente il Complesso Aldo Moro è nuovamente aperto, anche se ancora non nella sua totalità. Inaugurata questa mattina - martedì 24 settembre - la nuova sede del Dipartimento di Lingue Letteratura Straniere e Culture Moderne. 

"Inaugura una zona che è stata un enorme cratere per anni e che finalmente siamo riusciti a riempire con un edificio che è particolarmente significativo perché allarga gli spazi per la didattica e di servizi per gli studenti. È un progetto importante in una zona centrale, che costituisce un Campus Urbano insieme a Palazzo Nuovo del quale vedremo la totale riapertura nei prossimi mesi" - a dirlo è il Rettore dell'Università di Torino Gianmaria Ajani. 

"Parliamo di circa 6.000 in questa area che uniti agli altri 11.000 studenti costruiscono in questa zona una vera e propria Università" - ha continuato Ajani che poi si è concentrato sulla vocazione universitaria di Torino - "Perché sia veramente una città universitaria è necessario che si integrino prima di tutto i servizi: trasporto e alloggio per gli studenti. Su questo c'è ancora molto da fare". Dei 6.000 studenti del dipartimento ben 4.909 sono donne e 663 sono stranieri. 

"Non è semplice edificare nella parte storica di Torino e lo spazio che abbiamo qui mi sembra che sia capace e che non costituisca una massa di costruito che non lascia prospettive" - Ajani ha poi parlato anche degli altri lavori che devono essere terminati - "Abbiamo deciso di allargare ulteriormente gli spazi dell'Università. La residenza universitaria e i posti auto che sono previsti nel sottosuolo dovrebbero essere completati l'anno prossimo".

È una risposta alle proteste dei mesi scorsi? Gli studenti chiedevano più spazi: "Quelle proteste hanno attivato un meccanismo virtuoso di riconoscimento di una necessità quindi abbiamo esteso gli spazi in modo da averli a disposizione subito. Bisogna anche dire però che ormai con un'edilizia universitaria che è sulle spalle dell'Università, quindi dovendoci noi pagare i muri, non riusciamo a farlo soltanto con le risorse proprie e allora bisogna attivare dei progetti di pubblico-privato. Capisco che l'ideale sarebbe avere un fondo di edilizia universitaria però questa dovrebbe essere una delle politiche governative. Se ne sta riparlando adesso, speriamo che sia la volta buona" - ha concluso il Rettore dell'Università di Torino. 

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