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In piazza i lavoratori della sanità privata: "Il nostro contratto non viene rinnovato da 14 anni"

Il 7 agosto si era mobilitato per loro l'arcivescovo Nosiglia

 

Sono tornati in strada per protestare contro quelle associazioni categoria che da 14 anni non accordano loro il rinnovo del contratto di lavoro. Sono i dipendenti della sanità privata che chiedono di essere trattati come i dipendenti che operano nel sistema sanitario nazionale. Questa mattina, lunedì 31 agosto, sono stati in presidio davanti all'ospedale Cottolengo e alla clinica Fornaca. 

Il 30 luglio doveva esserci, come da impegni sottoscritti dalle due associazioni datoriali AIOP (Confindustria) e ARIS (Associazione Religiosa-CEI), per i loro oltre 100 mila dipendenti del comparto sanità in Italia (esclusi medici e dirigenti sanitari), la ratifica definitiva del contratto nazionale, ma le due associazioni si sono rifiutate di firmare l'accordo. 

Il 7 agosto scorso i lavoratori della sanità privata piemontese avevano manifestato davanti alla sede dell'Associazione italiana ospedalità privata in via Maria Vittoria. "Ci avete lasciato in mutande", fu il motto di quella manifestazione che ebbe come esito un incontro con l'arcivescovo Cesare Nosiglia: "Si prese l'impegno di sentire i vertici delle due associazioni datoriali a livello regionale per sostenere la nostra causa". Sono passati però più di 20 giorni, ma da quell'incontro, nonostante la mobilitazione di Nosiglia, non vi sono stati ancora sviluppi. 

A muoversi però è stato il ministero della Salute: "Ministro della Sanità e presidente della conferenza Stato-Regioni si sono presi l'impegno di accollarsi il 50% del costo del rinnovo del contratto. Qui in Piemonte l'assessore Icardi ha confermato che i soldi ci sono, ma per poter procedere si deve costituire una commissione a livello nazionale che verificherà con quale modalità verranno incrementate le tariffe. I lavoratori però non possono aspettare la commissione nazionale. Vogliamo subito la firma del contratto, altrimenti il 16 settembre sarà sciopero nazionale", spiega Marina Orsucci della CGIL Funzione Pubblica. 

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