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La drammatica crisi dei circoli Arci, l'appello: "Equiparateci ai parrucchieri, risorse a fondo perduto anche per noi"

Oltre 1.500 i lavoratori del settore

 

"La situazione è drammatica", a dirlo è Andrea Polacchi, il presidente di Arci Torino, e si riferisce alla profonda crisi che stanno vivendo i 500 circoli Arci piemontesi, di cui più di 200 a Torino. 

Solo nella provincia di Torino sono più di 1.500 le persone che operano nel settore. Donne e uomini che oggi vivono nell'incertezza: "Siamo stati i primi ad aver chiuso e rischiamo di essere gli ultimi a riaprire. Come Arci fin da subito abbiamo lavorato in supporto ai circoli cercando delle misure che possano consentirgli di superare questa fase. La prima è stata quella di aiutarli nella creazione di raccolte fondi, ma evidentemente non è sufficiente", racconta Polacchi. 

"Noi siamo in dialogo costante con il Comune di Torino e la Regione Piemonte per fare in modo che vengano adottati provvedimenti seri. Chiediamo che vengano annullati i canoni di concessione pubblici per i circoli che hanno concessioni o locazioni con la Città o con le Circoscrizioni. Inoltre, alla pari dei provvedimenti annunciati dalla Regione che parla di risorse a fondo perduto per parrucchieri, bar, associazioni sportive, chiediamo di essere equiparati a loro. A oggi il terzo settore è stato escluso totalmente dai provvedimenti e speriamo che questa sia solo una dimenticanza", continua Polacchi. 

"Il nostro è un comparto che non si è mai fermato. Ci siamo assunti la responsabilità di continuare a offrire forme di sollievo alla popolazione. Siamo nella rete di Torino Solidale e ogni giorno consegnamo alle famiglie in difficoltà più di 800 pacchi alimentari sul territorio provinciale. Ci siamo messi a disposizione e credo che le istituzioni non possano dimenticarsi di un settore così importante", prosegue Polacchi che poi conclude, "Le nostre strutture sono presenti non solo in centro città, ma anche in tutte le circoscrizioni e nei paesi di provincia. Senza questo presidio avremmo una città più silenziosa, triste e più buia". 

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