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Sciacalli al cimitero: oro e gioielli rubati dalle tombe e rivenduti

 

Ancora un blitz contro il racket delle estumulazioni nei cimiteri di Torino. I carabinieri hanno effettuato perquisizioni e sopralluoghi al Cimitero Parco per fare luce su un’indagine di false attestazioni che documentano le operazioni di esumazione/estumulazione. Negli spogliatoi di alcuni dipendenti del cimitero è stato individuato il punto di raccolta di quanto veniva rubato nelle tombe. Sono 31 gli indagati, 15 le misure di custodia cautelare agli arresti domiciliari per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, falsificazione di atti, peculato, distruzione e soppressione e sottrazione di cadavere, ricettazione, concussione.

Rivendita di denti d’oro, truffe e grigliate

E’ stato accertato che molti cadaveri sono stati “spogliati” degli eventuali preziosi posti all’interno del feretro durante le esumazioni ed estumulazioni cioè le operazioni di recupero dei resti a dieci anni dalla sepoltura in terra e a quarant’anni da quella in loculo. Tutto quanto ritrovato di valore veniva fatto sparire, denti d’oro compresi, che venivano rivenduti ai compro oro. Si è anche scoperto che in alcuni casi dipendenti organizzavano grigliate all’aperto all’interno del cimitero durante l’orario di lavoro.

Le diverse irregolarità

L’indagine trae origine dalla denuncia sporta in data 26 ottobre 2016 dalla Dott.sa Michela Favaro,  Amministratore Delegato di A.F.C. Torino spa   che ha segnalato comportamenti ritenuti illeciti ad opera di alcuni operatori cimiteriali in servizio presso il cimitero “Parco” di Torino nell’ambito delle operazioni di esumazione /estumulazione  delle salme.

In particolare è stato riferito di false attestazioni che documentano le operazioni di esumazione/estumulazione. Nel corso delle indagini, che hanno confermato la denuncia, sono stati riscontrati: un’attribuzione illecita di indennità agli operatori cimiteriali, il percepimento da parte degli operatori cimiteriali di somme di denaro da privati per lo svolgimento delle attività del loro ufficio e l’impossessamento dei beni sottratti ai cadaveri.

Sostanzialmente molti cadaveri sono stati “spogliati” degli eventuali preziosi posti all’interno del feretro durante le esumazioni ed estumulazioni cioè le operazioni di recupero dei resti a dieci anni dalla sepoltura in terra e a quarant’anni da quella in loculo. 
Altre irregolarità hanno riguardato le procedure successive all’estumulazione le quali prevedono che se i cadaveri sono scheletrizzati le ossa vengano riposte nell’ossario comune, oppure in cellette dove possono essere contenuti i resti di altri parenti con spese a carico della famiglia. Se invece il cadavere è ancora indecomposto è obbligatoria la cremazione con i costi a carico di AFC. I necrofori godono invece di un’indennità aggiuntiva di 20 euro a testa per tale operazione, spesso incassata ingiustamente perché i controlli effettuati hanno dimostrato che quasi sempre i cadaveri erano scheletrizzati.
 

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