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Su un quotidiano guadagnano 28 centesimi lordi: a Torino chiuse 100 edicole in 18 mesi

Dito puntato anche contro gli editori

 

Maria Barberio questa sera terrà aperta la sua edicola fino alle 22 aderendo così alla protesta silenziosa degli edicolanti italiani. Un esercito di lavoratori che sta subendo drammaticamente la crisi dell'editoria. 

A Torino negli ultim diciotto mesi sono state chiuse ben 100 edicole, l'ultima quella di Piazza Statuto saluta alla ribalta della cronaca grazie al post su Instagram di Mario Calabresi: "Fino a qualche anno fa eravamo circa 400 edicole a Torino, oggi siamo rimasti in 290. Abbiamo perso quasi il 50% delle vendite e gli editori hanno una grande responsabilità", racconta Manuela Bongioanni del Sindacato Nazionale Giornalai d’Italia. 

Una crisi che secondo gli edicolanti non ha avuto le giuste risposte da parte del mondo editoriale: "La risposta degli editori alla crisi è stata quella di offrire prodotti di qualità più scarsa, riviste vendute a 50 centesimi, offerte strane tipo prendi tre e paghi uno. Noi su un quotidiano prendiamo 28 centesimi lordi. È praticamente impossibile vivere così", continua Manuela Bongioanni del Sindacato Nazionale Giornalai d’Italia. 

Ed è così che gli edicolanti sono costretti a chiudere o a cambiare lavoro: "Abbiamo iniziato a gestire l'edicola io e mio marito, poi non siamo più riusciti ad accumulare due stipendi e sono rimasta solo io. Il primo che ha trovato un altro lavoro è andato via", racconta Maria Barberio, che poi cnclude, "La difficoltà è arrivare a fine mese, far quadrare tutto. Ho due figli, una casa e una vita". 

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