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Polemiche sulla nuova "moschea": "Crea disagio". La risposta: "Facciamo parte della cittadinanza"

 

Non chiamatela moschea; quello che ha aperto da qualche mese in via Porpora a Torino è un centro culturale islamico e da quando la comunità musulmana locale ha iniziate le attività le polemiche non sono mancate. Questa mattina - venerdì 5 aprile - è arrivata addirittura in Comune una petizione firmata da 308 cittadini. 

A guidare la protesta è Fratelli d'Italia con in testa Maurizio Marrone, ex consigliere regionale che aspira a tornare al più presto a Palazzo Lascaris. Un centro culturale islamico che creerebbe disagio alla cittadinanza, a quanto si apprende da Angelo Martino del Comitato Torino Nord Barriera di Milano: "Le moschee sono dieci, alcune sono buttate nelle cantine. Non c'è parcheggio, c'è un via vai continuo. Disturbano perché pregano a voce alta. Dove vengono parcheggiate le loro automobili? E chi li controlla? Chi è il loro Imam?". 

Polemiche che vengono stemperate da Walid Bouchnaf della Confederazione Islamica Italiana: "È un centro culturale che ha aperto in zona perché c'erano necessità numericamente parlando. Siamo a Barriera di Milano, una zona che raccoglie tantissimi fedeli musulmani che vogliono vivere la propria quotidianità - oltre a scuola, lavoro e parte spirituale - anche all'interno del centro facendo delle attività anche sportive. La comunità islamica fa parte della cittadinanza e vuole arricchire le proprie attività sociali". 

Il responsabile del centro assicura che il Comune di Torino ha seguito passo dopo passo l'apertura del centro e che anche la Circoscrizione è stata informata con una lettera di quelle che sono le attività che si svolgono all'interno. Stessa lettera che è stata consegnata anche ai cittadini del quartiere. Il centro culturale islamico non è solo un luogo di culto, ma è anche un centro di aggregazione ed è per questo che i responsabili del centro hanno invitato la popolazione a visitare la struttura. 

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