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In centro a Torino il rifugio per i bimbi con genitori malati di coronavirus: come funziona e chi accoglie

Combo ha inaugurato il 12 gennaio di quest'anno

 

Da ostello per viaggiatori e turisti, a casa di accoglienza per bambini e bambine figli di pazienti risultati positivi al coronavirus. È questa la nobile trasformazione di Combo, la struttura ricettiva che affaccia su Piazza della Repubblica, nasce così il progetto Casa Combo

"Si tratta di un progetto comune di due coperative torinesi, Liberitutti ed EduCare, e di Combo che nasce su un'esigenza rilevata durante le nostre attività sociali. Emergeva sempre più la presenza di alcune famiglie con bambini in cui i genitori si sono ammalati di covid-19 e per questo non potevano seguire i bimbi per un periodo determinato", racconta Daniele Caccherano, presidente della cooperativa Liberitutti. 

Si tratta di un progetto di quarantena ed è per questo che anche in presenza dei nonni i bambini non potevano stare con loro: "Nel momento in cui i bambini sono potenzialmente positivi e infettivi, devono stare lontani dalle persone che potrebbero contagiare", continua Caccherano. 

Le prime bimbe che sono state ospitate da Casa Combo sono arrivate il lunedì di pasquetta e fino a oggi sono stati accolti otto bambini e bambine. La struttura però ha una capacità di dodici bambini nella fascia dai 6 anni agli 11 e di dodici nella fascia dai 12 anni ai 17 anni. "La nostra parola d'ordine iniziale è normalità. Qui vengono messi nella condizione di poter continuare il loro percorso didattico a distanza, mentre durante il resto della giornata vengono organizzate altre attività che consentano un trascorrere più sereno del tempo", spiega Caccherano. 

All'interno della struttura ci sono psicologi che cercano di ragionare con loro su quel che sta accadendo e sulle paure che possono avere. "L'approccio è buono, ciò detto vivono le loro paure e tornerebbero immediatamente nel loro contesto. Noi lavoriamo perché la cosa sia il più possibile sopportabile", conclude Caccherano. 

Nella struttura di Casa Combo lavora anche Licari Numinato, Vicepresidente della Circoscrizione 6 e rappresentante di Azione: “l’idea che ci fossero minori alle prese con gli effetti del Covid19, lontani temporaneamente dalle loro famiglie, non mi lasciava tranquillo, essendo genitore di due bimbi piccoli; di qui la scelta di accettare questa proposta assistenziale e provare a dare anche il mio contributo in una situazione storica particolare, nella mia veste di educatore (ma Licari è anche un infermiere professionale, ndr)”.

Dopo averne parlato in famiglia e aver preso un’aspettativa di alcuni mesi dal suo luogo abituale di lavoro, l’Oratorio Salesiano Michele Rua, Licari Numinato è entrato a far parte di una equipe omogenea di educatori, psicologi, oss, uniti nel compito di rallegrare e supportare i piccoli ospiti della struttura, in giornate ricche di attività in presenza dei volontari dei Laboratori del Xkè e della Croce Rossa e in remoto, con lezioni di yoga, attività manuali videoguidate o con serate di cinema o con la musica di una discoteca virtuale dove i piccoli ospiti scelgono i loro pezzi preferiti, che vengono poi diffusi nelle loro stanze tramite le dotazioni tecnologiche della struttura.

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