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Torino, 4 cantonieri morti in due anni. I colleghi: "Cellulare e frenesia sono le armi che ci uccidono"

Chiedono maggiori assunzioni

 

Giuseppe Butera e Giuseppe Rubino sono morti il 7 febbraio del 2019 a Villareggia uccisi da un'automobile; Rino Riceli e Massimiliano Ferrero, invece sono stati travolti da un mezzo per la raccolta dei rifiuti il 3 marzo 2021 sulla Strada Provinciale 129 che conduce a Buriasco. I cantonieri della Città Metropolitana di Torino sono scesi in piazza questa mattina, giovedì 25 marzo, per loro. 

La loro rivendicazione è una sola: poter andare via da casa la mattina con la certezza di fare ritorno la sera. Le strade, raccontano, sono diventate una vera e propria giungla a causa della troppa fretta delle persone e della distrazione al volante. L'utilizzo dei cellulari è l'arma che gli automobilisti troppo spesso puntano su questi lavoratori. 

"Negli ultimi due anni sono morti quattro colleghi", spiega un cantoniere torinese, "Noi rischiamo tanto. Spesso evitiamo gli incidenti per poco, ma a forza di evitarli prima o poi capitano. Gli utenti della strada non si rendono conto che dietro un segnale c'è chi lavora per la loro sicurezza. I telefono distraggono". 

"Noi abbiamo paura perché abbiamo famiglia. Ho tre figli e vorrei tornare la sera a casa a salutarli", continua, "Senza un adeguato numero di persone che mettano in sicurezza un cantiere diventa difficile". È per questo che chiedono più assunzioni. 

Infine l'appello: "Non usate il telefono mentre guidate e abbiate un occhio di riguardo per chi sta sulla strada. C'è poca attenzione, molta fretta e diventa difficile lavorare in modo sicuro". 

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