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Sgomberato il campo nomadi di via Germagnano, al suo posto una pista da go-cart o un campo da paddle

Polemica sui 1.000 euro dati dal Comune ai nomadi per abbandonare l'area

 

Dove fino allo scorso fine settimana sorgeva il campo nomadi di via Germagnano a Torino, in futuro potrebbe esserci una pista di go-kart o un campo da paddle. Sì, perché se lo sgombero dell'area rappresentava la fase uno, la riqualificazione di quel territorio è la nuova missione dell'amministrazione comunale. 

"Adesso partiamo con le bonifiche e sono state stanziate le risorse che sono circa 500.000 euro", racconta la sindaca di Torino, Chiara Appendino, "C'è un soggetto che ha presentato un potenziale interesse su quell'area a vocazione sportiva e ricreativa. Adesso però l'area è sotto sequestro ed entro fine anno immaginiamo di finire le operazioni di bonifica".  

Intanto il presente è rappresentato dalla liberazione di quell'area che, come ha sottolineato la sindaca stessa, è una promessa mantenuta (messaggio nemmeno troppo velato in vista delle prossime elezioni comunali): "È soprattutto il superamento di un campo che c'era da 20anni e che ha creato tantissimi problemi alla periferia di Torino Nord. Un lavoro di tre anni e ci sarà ancora un monitoraggio su eventuali e possibili nuovi accampamenti, ma soprattutto daremo un futuro a quell'area", spiega la sindaca. 

Sono 73 le famiglie rom che hanno lasciato l'area nei giorni scorsi dopo aver sottoscritto una dichiarazione di impegno all’uscita dall’insediamento e accettato di fruire delle misure di sostegno proposte dalla Città, altre 97 avevano lasciato l'area negli ultimi 4 mesi. In totale verranno rimosse 21 roulotte e altre 149 strutture. Un'operazione che in totale costerà 625.000 euro, parte di questa cifra è destinata ai nomadi stessi. 

Il Comne infatti ha offerto un incentivo economico alle famiglie che hanno sottoscritto l'impegno ad abbandonare il campo: mille euro a famiglia o 400 euro per i nuclei che hanno già beneficiato degli  aiuti offerti dal progetto “La città possibile”. Risorse che potranno essere utilizzate per le spese di viaggio e supporto economico per il rientro nel Paese d'origine oppure, per le famiglie che hanno deciso di restare nel nostro Paese, come sostegno per l’inserimento in alloggi reperiti in autonomia o per soluzioni abitative trovate presso la rete parentale o di connazionali. 

"Sono state utilizzate risorse governative e altre destinate al piano per le fragilità", spiega la sindaca. Pronta la risposta però di Fabrizio Ricca, assessore all'Immigrazione della Regione Piemonte, che ha spiegato come la Regione e il Comune abbiano firmato un protocollo d’intesa volto al superamento dei campi nomadi chhe prevedeva l'elaborazione di una strategia comune di azione. "Ci spiace constatare che il Comune di Torino ha deciso di portare avanti politiche di assistenzialismo non concordate con gli altri attori coinvolti, Regione compresa. Politiche come quella che vede un’erogazione di mille euro per abbandonare il campo di via Germagnano. Strategia che vede nuclei familiari allontanati dal campo accampati in piazza D’Armi o in altre zone di Torino. La Regione prima di investire soldi della collettività, vuole verificare che lo stanziamento non produca soltanto effetti simili a quello dell’assistenzialismo da mille euro ma porti a un vero superamento del problema".

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