Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Campi abusivi a Torino, al via lo "sgombero dolce" di 700 nomadi

I nomadi dovranno firmare un patto di collaborazione

 

Al via il percorso di sgombero dolce dei campi nomadi. Firmato oggi, lunedì 16 dicembre, in Prefettura a Torino un protocollo interistituzionale che prevede l'applicazione del modello adottato negli ultimi anni per la liberazione delle palazzine dell'ex MOI anche agli insediamenti nomadi. Si tratta di un protocollo che si inserisce in un percorso iniziato dall'amministrazione comunale nel 2017 che ha già visto il superamento di già alcuni insediamenti nomadi come il campo di via Reiss Romoli o quello di corso Tazzoli.

Entro quest'anno si vedrà la chiusura del campo di via Germagnano 10, la parte autorizzata, e la riduzione del 35% della parte non autorizzata sempre di via Germagnano. Nel 2020 la Città si concentrerà in particolare sul campo nomadi di Strada dell'Aeroporto. In totale i nomadi presenti sul territorio torinese sono circa 700.

"Serve uno sforzo condiviso che rafforzi un lavoro che avevamo già iniziato. Abbiamo lavorato su ogni singolo nucleo familiare al quale chiediamo la firma di un patto di collaborazione che significa riconoscere diritti, ma anche doveri. Come abbiamo fatto sull'ex MOI avvieremo un percorso che tenga insieme il ripristino della legalità e la tutela delle fasce deboli", ha dichiarato la sindaca di Torino, Chiara Appendino. 

"Chiediamo a chi vive nei campi un'assunzione di responsabilità nel senso che, chi attualmente vive lì, deve contribuire a seconda delle proprie possibilità, mentre nel momento in cui si affronta un percorso di uscita chiediamo loro l'impegno di pagare un affitto, le spese, tenere bene la casa, mandare i figli a scuola", ha spiegato Sonia Schellino, vicesindaca della Città. 

"Ci sono ancora molti pregiudizi. Quando si dice a un padrone di casa se vuole affittare a un nomade la prima risposta al 90% dei casi è no. Loro devono dimostrare che sono in grado di tenere una casa e rispettare delle regole. Chi può pagare un affitto nel più breve tempo possibile verrà dirottato verso un'autonomia completa, chi invece avrà bisogno di apprendere la lingua o trovare un lavoro verrà ospitato in una struttura protetta e poi raggiungerà l'autonomia", ha spiegato Sonia Schellino, vicesindaca della Città. 

"Lo abbiamo promesso ai piemontesi e lo stiamo facendo. Partiamo da Torino Nord e la Regione Stanzia 300.000 euro. L'inizio di un percorso che vedrà chiusi tutti i campi nomadi del Piemonte", ha spiegato Fabrizio Ricca, assessore alla Sicurezza della Regione Piemonte. 

Potrebbe Interessarti

Torna su
TorinoToday è in caricamento