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Cadaveri senza identità: a Torino si riconoscono grazie all'analisi di denti, selfie e apparecchi odontoiatrici

Odontologia forense

 

In Italia sono oltre 2.600 i cadaveri senza un'identità, persone delle quali il più delle volte sono state ritrovate solo le ossa ed è da quelle che gli investigatori devono partire per risalire alla loro storia. A Torino di loro si occupa il laboratorio di odontologia forense coordinato dal dottor Emilio Nuzzolese che ha il compito di effettuare analisi odontoiatriche sui resti di persone scomparse, ma anche di curare il corso di perfezionamento in Odontologia Forense presso l'Università degli Studi di Torino. 

Per dare un nome e un cognome a questi cadaveri si usano le tecniche di laboratorio più avanzate: "Uno dei metodi primari per identificare resti umani e corpi senza nome è l'apporto di uno o più odontoiatri forensi che rilevano informazioni da bocca o denti". 

Ma che informazioni si possono rilevare dai denti? "Da bocca, denti e mascelle noi possiamo comprendere età, sesso, origine geografica, caratteristiche etniche e abitudini alimentari. Già l'età è in grado di filtrare tutti i soggetti compatibili o da escludere restringendo il campo di indagine. A questo dobbiamo aggiungere la provenienza geografica, le abitudini alimentari, il fumo, l'alcol o le stesse caratteristiche dei materiali dentali". 

Analisi che però non si fanno solo sui cadaveri, ma anche sui vivi: "Questo laboratorio ha la peculiarità di essere disponibile anche per fare accertamenti sull'età attraverso i denti o l'analisi forense del morso umano che possiamo trovare in crimini come il maltrattamento di minori, l'abuso sessuale, la violenza domestica o l'omicidio". 

Ma perché è importante identificare un cadavere? "L'aspetto dell'identificazione è fondamentale per garantire i diritti umani delle persone scomparse che derivano dalla necessità di dare nome e identità. Senza queste immaginate le problematiche di natura assicurativa, di successione, religiose e via dicendo. Senza dimenticare il dovere morale di dare risposte ai parenti". 

Per questo motivo l'anno scorso sempre l'Università di Torino ha lanciato una campagna di sensibilizzazione dei parenti delle persone scomparse dal nome #iDENTIficami: "Abbiamo promosso video dove evidenziamo quei presidi odontoiatrici che i familiari potrebbero ancora conservare in casa, come gli apparecchi odontoiatrici, i byte, le radiografie o anche solamente i selfie. Noi da queste informazioni possiamo attingere a dati che ci aiuteranno a identificare la persona scomparsa". 

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