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Bruno Segre dona il suo tesoro al Comune, una collezione che vale 600mila euro

Attraverso i suoi francobolli si può ricostruire la storia d'Italia

 

Ha cominciato a collezionare francobolli all'età di 14 anni e ha continua a farlo ancora oggi, all'età di 101 anni. Bruno Segre è una figura chiave per la società torinese. Avvocato, giornalista e politico è la figura che ci ricorda quotidianamente l'importanza di non dimenticare lo sterminio degli ebrei durante la seconda guerra mondiale. Lo ha fatto anche ieri, lunedì 27 gennaio, durante la cerimonia ufficiale in Comune a Torino. 

Memoria però che ha custodito anche attraverso un'altra passione, quella per i francobolli. Tramite gli annulli filatelici che ha donato a Comune di Torino si può ricostruire la storia del nostro Paese. 

La raccolta dell’Avvocato Segre comprende francobolli nuovi, perfetti, quasi tutti illinguellati, ordinati in 67 album. Si comincia con le prime emissioni del Regno d’Italia (suddivisa in due parti: una riservata ai francobolli ordinari e commemorativi, l’altra ai francobolli di servizio, posta aerea, segnatasse, espressi, pacchi postali) e si arriva alle emissioni complete della Repubblica italiana sino a quelle del 2019.

"Sono prevalentemente le persone anziane che coltivano questo hobby. Internet ormai ha supplito la corrispondenza e poi negli uffici postali invece dei francobolli usano i timbri. Trovare i francobolli non è facile", racconta l'avvocato Segre. La sua è una collezione che ha anche un importante valore economico, ben 600.000 euro. 

"Ho cominciato a 14 anni, poi mi sono interroto per il carcere e le persecuzioni, ma ho ripreso intensamente dopo la liberazione. Andavo tutti i mesi in via Alfieri a comprare i francobolli che uscivano, partecipavo alle aste per quelli più remoti. È una mia passione", conclude sorridendo l'avvocato.  

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