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"Barriere architettoniche dentro Green Pea, è una vera discriminazione", la denuncia dei cittadini con disabilità

Sit-in davanti al nuovo centro commerciale

 

Non vi è pace per Green Pea, il nuovo centro commerciale di Oscar Farinetti a Torino. Dopo la protesta della settimana scorsa degli studenti universitari, oggi, venerdì 18 dicembre 2020, è toccato alle persone con disabilità.

A lanciare la denuncia è la Consulta per le persone in difficoltà: "Il fatto che nel 2020 gli edifici di nuova costruzione non siano accessibili e inclusivi per le persone con disabilità è al quanto grave. Il fatto che persistano ostacoli e barriere architettoniche è segno che siamo davanti a una barriera culturale. Chi ha una disabilità è una persona tanto quanto le altre, infatti in un centro commerciale come Green Pea ritrovarsi davanti a balconi alti o casse separate dagli altri clienti ci fa comprendere ulteriormente quanto non venga data importanza al fatto che chi hhha disabilità è uguale alle altre", spiega Emanuel Cosmin Stoica della Consulta per le persone con disabilità. 

"L'imprenditoria e le istituzioni non tengono conto delle persone con disabilità come cliente o come turista, è preoccupante. È una vera e propria discrimiinazione. Cosa costava avere un bancone più basso o una cassa comune?", si domanda Emanuel Cosmin Stoica. 

La risposta di Green Pea

Con una lettera indirizzata a Emanuel Cosmin Stoica Green Pea ha voluto rispondere alle critiche sollevate: "Da 15 anni Eataly collabora in modo attivo con il Gruppo di Lavoro Trasversale “Una città per tutti”, nello specifico con la signora Fulvia Manfrino, disabile motoria aderente a diverse associazioni socio-sanitarie e all’Apistom, e con il signor Sergio Prelato, referente barriere architettoniche dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (U.I.C.I.), accogliendo le loro consulenze e segnalazioni per rendere ospitali e fruibili i nostri spazi, per tutti", scrive Raffaele Fratto, Green Pea Director. 

"Allo stesso modo, il progetto Green Pea ha seguito nel dettaglio la normativa legata all’abbattimento delle barriere architettoniche. I nostri architetti, Cristiana Catino e Carlo Grometto, si confrontano con assiduità con la signora Fulvia Manfrino e il signor Sergio Prelato, da anni attivi per favorire la piena accessibilità della città alle persone con disabilità. Proprio grazie alla forte interazione con i referenti di “Una città per tutti” abbiamo progettato e aperto al pubblico 15.000 mq su 5 piani, accessibili a tutti", continua.

Infine: "Siamo consapevoli che la progettazione dei banconi casse sia senz’altro migliorabile e ci dispiace molto se questo ha urtato la sua sensibilità. Nel più breve tempo possibile provvederemo a installare appositi banchi che faciliteranno l’accessibilità alle casse, soluzioni che erano state mesi fa progettate e che per le contingenze della situazione non siamo riusciti a installare per l’apertura di Green Pea".
 

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