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Slot machine camuffate per apparecchi contro la ludopatia, sgominata rete criminale

Perquisizioni e sequestri in tutta Italia. Cinque indagati

 

Li spacciavano per dispositivi in grado di aiutare le persone affette da ludopatia ad allontanarsi dal proprio vizio, ma in realtà erano vere e proprie "slot machine". È stata sgominata una rete criminale di produttori, gestori e altri operatori del mondo del gioco d’azzardo che avevano installato in tutta Italia centinaia di apparecchi illegali. 

A partire da questa mattina, giovedì 5 dicembre, su disposizione della Procura della Repubblica di Torino, sono scattate le perquisizioni e i sequestri. Cinque persone risultano indagate. 

L’indagine si è concentrata sugli apparecchi sviluppati da una società con sede in Provincia di Reggio Calabria e, di fatto, amministrata da un soggetto con precedenti penali anche in materia di gioco d’azzardo.

Nel torinese perquisizioni a Vinovo all'interno dell'azienda Grillo Games dove sono stati sequestrati alcuni dispositivi. Il titolare è indagato a piede libero per frode in commercio e altri reati. L'azienda è produttrice degli apparecchi in questione. 

Gli apparecchi in questione erano stati pubblicizzati come gratuiti. Infatti non accettavano monete, ma solamente gettoni. Questo avrebbe in teoria dovuto ridurre l'effetto ludopatico. Peccato però che in realtà i gettoni venivano concessi ai giocatori solamente dietro il pagamento di un euro. Inoltre c'era anche la possibilità di convertire il jackpot in denaro. 

Gioco d'azzardo vero e proprio. Le slot machine “camuffate” invece di ridurre le conseguenze della ludopatia in realtà ne amplificavano gli effetti. Infine le video slot, essendo prive di collegamento alla rete telematica nazionale, evadevano completamente le imposte.

L’operazione scaturisce dallo sviluppo di elementi emersi durante l’attività di controllo economico-finanziario del territorio, dal costante monitoraggio delle problematiche legate alla ludopatia attraverso il gioco illegale, anche a danno dei minori, nonché dallo sviluppo sinergico delle attività amministrative e di pubblica sicurezza svolte dalla Polizia di Stato di Roma, Torino e Vercelli e dalla Guardia di Finanza di Torino, nel corso di controlli in materia di apparecchi e congegni da intrattenimento e divertimento.

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