"Abbiamo bisogno di garanzie a lungo termine", così il ministro Orlando preme su Stellantis

Ha incontrato anche il sindaco Lo Russo e l'arcivescovo Nosiglia

Ricerca, sviluppo e formazione. Sono queste le tre parole chiave che sono emerse dalla giornata torinese del ministro del Lavoro, Andrea Orlando. Il messaggio più forte però è stato lanciato a Stellantis: "Non ci possiamo permettere di fare gli errori del passato, chiamare politiche industriali ciò che è semplicemente assecondare le scelte dei grandi player del nostro Paese". 

Prima il ministro ha incontrato il sindaco di Torino: "L'incontro con il sindaco Lo Russo prevalentemente si è incentrato sul settore dell'automotive, sui problemi della Città e su come il Governo può contribuire a risolverli", ha spiegato Orlando, "È stato un incontro proficuo che stimola la discussione". Una discussione che il ministro ha proseguito davanti a una platea di delegati della Fiom riuniti al Teatro Q77 dove oggi, mercoledì 23 febbraio, si è tenuta l'assemblea nazionale del sindacato. 

Il tema dell'auto al centro del dibattito anche alla luce dell'allarme lanciato dalla Fiom che ha richiesto al Governo un passo in avanti per la convocazione di un tavolo di lavoro nel quale discutere del futuro del settore. In ballo ci sono 70.000 posti di lavoro. 

"Non ci possiamo permettere di fare gli errori del passato, chiamare politiche industriali ciò che è semplicemente assecondare le scelte dei grandi player del nostro Paese", ha spiegato Orlando davanti ai delegati Fiom riferendosi a Stellantis, "Le scelte sono state fatte e lo Stato ha cercato di accompagnarle. Questo non è più compatibile perché se la transizione viene gestita così ha dei costi sociali altissimi, quindi io penso che tutti i protagonisti debbano scoprire le carte e dire dove vogliono andare". 

"Se vogliamo fare un ragionamento in cui lo Stato fa la sua parte non possiamo sapere le cose a spizzichi e bocconi, dobbiamo avere garanzie anche in un arco temporale più lungo chiedendo queste garanzie sui livelli occupazionali e sulla trasformazione della filiera", ha proseguito, "Dobbiamo metterci nella condizione di fare un discorso generale, piuttosto che accordi sui singoli stabilimenti o pezzi della filiera. La discussione va fatta e va fatta partendo da quello che c'è. Non c'è alternativa alla transizione, e la risposta è più programmazione e più investimenti. Un tavolo ci vuole, ma non deve servire solo a reperire richieste. Bisogna chiedere anche delle garanzie che finora non sono state chieste".

Gli altri temi

Non solo automotive però. Nella giornata del ministro Orlando sono state altre due le tappe importanti, la prima all'Environment Park e la seconda a colloquio con l'arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia. 

"Con l’arcivescovo Nosiglia abbiamo parlato della vertenza Embraco e della situazione di difficoltà nelle quali si trovano alcune impresee abbiamo ribadito la disponibilità del Ministero del Lavoro a mettere in campo gli strumenti legati alla formazione necessari alla ricollocazione di quei lavoratori", ha spiegato Orlando. 

Precedentemente in mattinata il ministro aveva anche visitato il Parco Tecnologico Environment Park: "Ci siamo confrontati su come formazione, ricerca e lavoro debbano collaborare per fare in modo che il tempo dedicato alla formazione in un percorso lavorativo sia una condizione per la difesa dell'occupazione e della competitività del sistema, di fronte alle grandi trasformazioni che stanno segnando la nostra vita", ha scritto in un post su facebook. 

"Se non allineiamo politiche industriali, della ricerca e della formazione non riusciremo a contenere gli effetti delle rapide trasformazioni", ha poi concluso su facebook, "Far crescere le filiere interessate dagli investimenti del PNRR è un obiettivo per rendere strutturali e duraturi gli effetti del piano.

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