Venerdì, 24 Settembre 2021

Nel 2018 aumentano le morti sul posto di lavoro: in Piemonte +50% rispetto al 2017

Sono 27 le persone che in Piemonte nei primi quattro mesi del 2018 hanno perso la vita sul luogo di lavoro; nello stesso periodo dello scorso anno erano state 18 e in tutto il 2017 erano state 60. Dati allarmanti che fotografano una inquietante tendenza che vede la situazione peggiorare. Oggi CGIL, CISL e UIL sono scesi in piazza per mettere in evidenza un problema del quale non si parla mai abbastanza. 

"E' una ferita aperta che non può essere più tollerata" - ha affermato il segretario generale della Cisl Torino Domenico Lo Bianco, che ha aperto la manifestazione in piazza Castello, che poi ha aggiunto - "Quando aumentano i morti, le vittime, come sta succedendo non si può più parlare di fatalità. Ogni giorno, in Italia, muoiono sul lavoro in media tre persone. Una lenta morte collettiva. Silenziosa. Incrementata dalla precarietà, dall'aumento dell'età pensionabile, dai mancati investimenti in sicurezza, dalla scarsa e inadeguata formazione e dall'omissione di controlli. Da questa piazza mandiamo un segnale forte alla politica, al mondo delle imprese, alle istituzioni nazionali e locali, alla scuola e al sistema pubblico, e per dire con forza che bisogna cambiare rotta, che occorre cambiare e passo, ponendo al centro la persona, la sua dignità e il suo diritto alla vita. Basta, quindi, inadempienze, mancanze e ritardi. Basta scuse e attenuanti. Basta parole. Non vogliamo più morti".

"Salute e sicurezza devono essere tutelati. La crisi, la precarietà e l'invecchiamento dell'età lavorativa non possono costringere le persone a lavorare malamente o ad ammalarsi e a morire" - ha osservato Enrica Valfrè, segretaria generale Cgil Torino - "Abbiamo un dato preoccupante, gli infortuni mortali aumentano con l'aumentare dell'età, la fascia sopra i 50anni è quella più colpita. Abbiamo anche un fenomeno che non viene monitorato che è quello degli infortuni che non vengono denunciati per paura. Infine ci sono i casi di infortuni mortali sul lavoro che sono mascherati come morte naturale, ci è capitato sia con nel caso di un lavoratore edile, sia nel caso di un lavoratore del settore agricolo. Senza contare il fenomeno delle malattie professionali. La situazione è drammatica e si deve intervenire con la prevenzione, la rivendicazione dei diritti e con i controli".

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