Perché e dove i torinesi non hanno votato: l'astensionismo potrebbe favorire un certo candidato | L'analisi

La spiegazione di Cristopher Cepernich dell'Università di Torino

Perché i torinesi non sono andati a votare? E in quali zone della città l'astensionismo ha pesato di più? Una risposta a queste domande ancora non può esserci, ma l'Università di Torino ha cominciato a indagare tra i numeri che vengono fuori dalle elezioni torinesi. 

A fornire una prima interpretazione di questi dati è Cristopher Cepernich dell'Università di Torino per l'Osservatorio sulla Comunicazione Pubblica e Politica: "La variabile più importante è l'astensione che non impatta in maniera regolare su tutti i territori. Quello che emerge è che ci sono zone della città dove l'astensione è maggiore e dove è minore. Ci si accorge che è maggiore dove il disagio socio economiche è più alto. Le persone che vivono in uno stato di deprivazione sono quelle che trovano meno motivazione ad andare a votare, mentre nei quartieri a maggior concentrazione socio economico la spinta a partecipare è maggiore". 

Quali variabili spingono l'astensionismo? "Il disagio socio economico è sempre una variabile che incide in qualche modo sul voto. L'errore è dire che le persone votano solo in base alla loro condizione economica. Attorno a queste ci sono diseguaglianza nella presenza di servizi, accesso alla cultura. Non soltanto quella economica. Io ho l'impressione che la variabile generazionale sia equamente distribuita nell'astensione, sapendo però che le persone più in là con l'età sono più portate a votare".

Maggior consenso per i moderati o i sovranisti? "Nelle aree in cui si vota di più, la famosa zona ZTL, il centrosinistra ha fatto un ottimo risultato però sono anche quelle dove si è votato di più. Gli elettori che votano di più sono quelli di centrosinistra perché stanno meglio". 

Dati che possono dare un'indicazione in vista del ballottaggio? "Sì, sapendo che al ballottaggio c'è un'affluenza minore rispetto al primo turno. Fatto salvo questo dato, gli ordini di grandezza dovrebbero essere quelli che si confermano". 

Quindi sulla carta il centrosinistra è favorito? "Questo non lo dirò mai perché le elezioni possono riservare sorprese e il comportamento di voto è variabile e fluido. Però se andiamo in termini di probabili, questa potrebbe essere probabilisticamente una soluzione più probabile". 

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