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A rischio 18mila posti di lavoro nel pubblico esercizio: 3mila aziende rischiano di chiudere

Maria Luisa Coppa: "È un Governo che non sa cosa vuol dire la piccola impresa"

In Piemonte sarebbero circa 18mila i lavoratori e le lavoratrici del pubblico esercizio che rischiano di perdere il posto di lavoro. A dirlo è Alessandro Mautino dell'Epat, lanciando così l'allarme su quello che potrebbe essere un vero e proprio dramma sociale. 

"In questo momento le stime parlano di un 20% di aziende destinate alla chiusura. In Piemonte sono 3.000 le aziende del pubblico esercizio quindi ristoranti, bar, pasticcerie, gelaterie e discoteche. Circa 18mila dipendenti sono destinati a perdere il posto di lavoro", conferma Mautino che poi spiega, "Noi come associazione non appoggiato dimostrazioni di dissenso che varcano i confini della legalità, ma questi episodi vanno analizzati perché il problema sociale rischia di essere gravissimo".

Preoccupazione condivisa da Maria Luisa Coppa, presidente dell'Ascom torinese: "Basterebbe ancora qualche vessazione di quelle che stiamo provando per scatenare le reazioni di alcuni. I nostri associati però sono persone che chiedono di lavorare. Noi siamo per l'obbedienza, ma chiediamo le ragioni di quei ristoratori che non ce la fanno più". 

Adesso però i commercianti torinesi chiedono un cambio di passo al governo: "È un esecutivo che non sa cosa vuol dire la piccola impresa e lo dimostra nei DPCM confusi. Adesso si parla di codici ateco, ma loro non sanno che utilizzando il codice ateco trattano imprese dello stesso settore in modo differente. Non hanno conoscenza dei settori e non hanno rispetto", tuona Maria Luisa Coppa. 

Commercianti che questa mattina, lunedì 18 gennaio, hanno inscenato un flash mob davanti alla sede di Ascom. Prima hanno srotolato uno striscione enorme sulla facciata della sede dell'associazione dei commercianti e poi, affacciandosi da tutte le finestre del palazzo, hanno urlato 'Basta'.  

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