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Coronavirus, la stoccata dell'Arcivescovo: "Più contagi dai vacanzieri che dagli immigrati che sbarcano in Italia"

Gli stranieri in Piemonte sono 429.375

 

Cesare Nosiglia, l'Arcivescovo di Torino, di certo non le manda a dire e questa volta destinatari del suo messaggio non sono solo i fedeli, ma anche, e soprattutto, gli esponenti della classe politica. Tema di discussione è la questione immigrazione che spesso, a suo avviso, viene strumentalizzata per creare consenso elettorale. 

"Far leva su allarmismo e invasioni non aiuta a risolvere il tema dell'immigrazione", dice Nosiglia in apertura del suo intervento in occasione della presentazione delle iniziative che si svolgeranno il 27 settembre in occasione della 106esima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che quest'anno avrà come titolo "Mi avete ospitato..". 

"Insistendo sul fatto che alcuni migranti arrivati in Italia fossero positivi al coronavirus, sembra che arrivi il virus tramite loro. Non è giusto. Non siamo di fronte a un'invasione che porta il coronavirus", ha poi commentato Nosiglia che non si è risparmiato una stoccata, "Sono molti di più gli italiani che sono andati a fare le vacanze all'estero o in Sardegna che portano il covid. Non loro". 

L'accoglienza dunque è al centro dell'agenda della chiesa piemontese che ha tracciato anche una fotografia di quella che è la situazione nella nostra regione: i migranti in Piemonte sono 429.375, di cui il 50% a Torino, hanno un'età compresa tra i 30 e i 39 anni e prevalentemente sono romeni, marocchini, albanesi e cinesi. 

"Gli italiani che pensano che gli immigrati non debbano essere accolti sono una minoranza", ha aggiunto Nosiglia, "C'è ancora oggi nel nostro territorio un grosso impegno per accoglierli, sostenerli, integrarli. Da parte nostra c'è consapevolezza che gli italiani non sono come i media li presentano. Presentando solo gli aspetti negativi sembra che tutti la pensino così. Non è vero". Nel mirino dunque è finita anche la narrazione dell'immigrazione. 

Nosiglia ha spiegato come, a suo avviso, mettere in evidenza la nazionalità di un criminale solo quando è straniero sia discriminante: "È una discriminazione e un atto di inciviltà". Poi la stoccata al Governo che arriva attraverso il documento che la Diocesi piemontese presenterà in occasione della 106esima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che mette in evidenza come debbano essere superati i decreti sicurezza, come sia necessario approvare una legge sulla cittadinanza per i figli dei cittadini stranieri e come il permesso di soggiorno non debba essere legato al lavoro. Un modo per chiedere al Governo nuove politiche sull'immigrazione? "Sì. Il compito della politica è che si crei un mondo giusto e la giustizia esige diritti fondamentali come la cittadinanza, per la questione del lavoro, della casa e dell'accompagnamento"

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